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Turista Per Sempre Vlog - Anteprima

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Anteprima del mio vlog che partirà ufficialmente a Gennaio 2019. Il vlog vuole essere una finestra nella vita di noi espatriati ed uno spunto per tutti coloro che vorrebbero ma.... https://youtu.be/Yf9zPl2MhFQ

The Book of the Month - A Little Life

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I started reading this book with high expectations – maybe too high to be met. I had read many good reviews and I was told by some close friends that it was indeed a good book. Well, don’t take me wrong, it is. It is good in the same way a glass of moderately cheap wine can be enjoyed on a warm summer night when all you want to do is chill out and look at the stars. And maybe have some deep thoughts. Not too deep though.  A Little Life is rich of drama and misery. It touches upon many topics our society is having to deal with: homosexuality, child abuse, religion, money, etc. All packed in one book. Too many topics to be taken seriously. Too little nuance to be taken deeply. Jude, the main character, is the dramatic version of Mr Bean. Anything that could go wrong with his life, it actually does! Except for success and money. After all, aren’t we in NYC?! The book starts well, with the right premises and great anticipation of what could happen next. However, there is a point ...

The No-Fly Zone of Helicopter Parents

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I grew up in Italy, the eldest daughter of two full-time working young outgoing energetic parents. My parents were always very present in my life (sometimes too much). And so were my grandparents. Like many Italian children whose parents were working, I used to be looked after by my grandma and grandpa. In many ways, you could probably say that I had two sets of parents. And yet, I was able to walk to school by myself, to go to the beach with other people, to roam around in freedom until 11pm on hot summer Italian nights, playing in very dark places with my young friends. No phones, no means of being tracked down other than my dad shouting from the window: “Vanessa, time to come home!” when the clock had struck 11pm. I then used to beg for some extra time which was usually granted to me. I was only 10 or maybe younger. It wasn't in a green place. It was in a city (though on the coast), full of houses and apartment blocks and some sporadic poorly kept parks. Bad people used to...

A Smiling Mind

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Thanks to modern studies, we are all more or less aware that body language plays a big part in our lives and our ability to communicate with other human beings. How much focus we put on refining our body language and understanding the one of others somehow varies from case to case, individual to individual and even job to job. I am not an expert on social behaviour but I am a keen fan of body language techniques and how we can use them to our advantage. I have been training my sixth sense since early age and I have always been more of a “feelings” person than a “facts” person. How many times have you been in a situation, at work or in a social context, whereby you meet a person for the first time and it’s an instant dislike? You can just feel it in your guts. Many would argue that we shouldn’t just stop at our first impression. It seems somehow superficial to limit our judgment to just one look or a short conversation. I have a different opinion. Beyond our cultural differences...

Life wihout a job

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It's been four months since I lost my job. Understandably, I went through an emotional roller coaster: first I felt really strong and detached; then when the reality of the situation sank in, I felt almost desperate as if the world had crumbled around me; then I felt angry; anger turned into sadness and sadness into resignation. A week later - yes, (not) so long it took me to come through the other end of the tunnel, I started feeling well again. My confidence and optimism were back in full swing. Now, I feel good. I really do.  Over the last four months I was able to go for a bunch of interviews, mainly thanks to my excellent recruiter and to my wide network of people. Most interviews have had either a positive or successful outcome. Months of networking and a relentless search for suitable jobs all over the planet have finally paid off. As a result, on Monday I will start a new job, a new exciting adventure.  So indeed, I have finally come out of the tunnel. And...

The Book of the Month: A House in the Sky

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This book is about how a young girl’s dream of travelling the world to escape the bleakness of her home life became her worst nightmare. A true story of how a strive for freedom became a sentence to captivity. Amanda Lindhout is a young woman from Calgary who works in trendy bars and restaurants during the Canadian winters to pay for her long trips  around the globe. She travels on tight budgets and prefers interesting destinations to the touristic ones. Places where only young, tenacious and resourceful people decide to adventure to. Her long-chased dream of being paid (even if not much) to do what she likes best - i.e. travelling, takes her to war-devastated zones such as Afghanistan, Syria, Iraq and, eventually, Somalia. Within 2 days of being in Mogadishu (as she defines it: "one of the most dangerous places on earth"), she and freelance journalist and her former lover, Nigel Brennan, are kidnapped by a group of Muslim fighters and held in captivity ...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Epilogo

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Ora capisco lo stupore sconfinato che debbono provare gli americani quando approdano in Europa, soprattutto nello stivale. Un continente in cui a paesaggi meravigliosi si accompagnano storie e culture millenarie ed una tradizione culinaria sopraffina (persino quella austro-tedesca!). Se solo sapessimo salvaguardarlo tale patrimonio... (e qui parlo soprattutto dell'Italia e della Grecia). Gli Stati Uniti fanno sempre riflettere. Anche le esperienze negative sono spunto di riflessione. Perché in fondo, così tanto di tutti noi è un prodotto della loro cultura - del grande marketing, della cinematografia, della letteratura ed anche della tecnologia Made in America. Il sogno americano è molto meno americano di quello che si pensi. È il sogno di tutti noi, del quale loro reclamano i diritti (come su tutto il resto). Gli Stati Uniti sono il troppo ma anche il nulla. Sono il sovraffollamento delle città ma anche la totale tranquillità e vuotezza delle praterie sterminate, dei desert...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 18

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Oggi abbiamo visto posti meravigliosi ai quali sarebbe impossibile fare giustizia tentando di descriverli a parole. Posti che si possono vedere solo viaggiando via terra: remoti, sconfinati, a scarsissima densità di popolazione. È stato il giusto antidoto a Las Vegas, una sorta di purga per tutti gli eccessi. La bellezza della terra a contrasto con la bruttezza umana. Abbiamo visto anche posti così puramente ed autenticamente americani. Pompe di benzina in mezzo al nulla, quei bar bettola tipici dove entri ed al bancone ci sono seduti uomini coi baffi ed il cappello da baseball, curvi su loro stessi che bevono una birra od un gin che la barista fa scorrere lungo il legno del bancone. Cose da film. Cose vere. Il passaggio dagli US al Canada è stato semplice - in Canadian style. È stato un viaggio lungo e stancante questo (6150 km in totale), ma meraviglioso. Ed ora sono lieta di essere a casa, a Calgary. Un ringraziamento speciale va ai miei genitori,che hanno sponsorizz...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 17

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Ed è arrivato il momento di tirare fuori i fazzoletti e salutarsi. I bambini sono stati quasi tutto il giorno in uno stato di costernazione, con Sebastian che ogni tanto scoppiava a piangere inconsolabilmente. È difficile spiegare loro perché li abbiamo divisi dalla loro famiglia. Solo quando saranno più grandi saranno in grado di apprezzare (spero) la nostra scelta. Ora proviamo a spiegaglielo, ma termini come "sicurezza", "futuro", "lavoro" e "pensione" non è che facciano tanta breccia nella loro percezione della realtà. Ma un giorno capiranno. Ne sono certa. È stata una giornata faticosa: 12 ore di macchina e 4 ore di stress puro questa mattina per cercare di far montare tutti sull'elicottero senza perdite di sangue (e soldi). Strano non mi sia venuto il mal di testa! Siamo passati dall'arsura del Nevada alle zone più verdi dello Utah passando per le praterie dell'Idaho fino ad arrivare in Montana. Calgary è sempre più v...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 16

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Facevano 40 gradi oggi a Las Vegas. La piscina era piena di esseri deformi, imbruttiti dalla grettezza delle proprie vite e dal troppo cibo. Il casinò puzza sempre di fumo. C'era una che vomitava in corridoio. C'era l'olezzo di overdose di colesterolo. Insomma, tutto secondo programma. Non so neanche cosa scrivere oggi, su questo diario, perché non c'è niente da dire. È tutto così tristemente finto e volgare. Un luna park con spaccio di puttane e buffet dove tutto ha un prezzo. Las Vegas ha il prezzo della dignità umana oltre che del pianeta calpestato da troppa aria condizionata ed un ecosistema insostenibile nel mezzo del deserto. Domani si parte verso il Canada, di prima mattina. Un altro addio/arrivederci. I bambini hanno voluto dormire coi nonni e sono molto tristi...la vita continua. Citazione del giorno: molti pensano che il lusso sia il contrario della povertà. Non è così. Il lusso è il contrario della volgarità. (Coco Chanel)

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 15

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Mi è dispiaciuto lasciare LA, al cui stile di vita - pretenzioso e superficiale - mi ero quasi abituata. Mi è dispiaciuto soprattutto perché sapevo la prossima metà sarebbe stata Las Vegas che è l'esatto opposto di Los Angeles: piena di grezzi, barbini, esseri grotteschi che in questo circo di vite cercano i loro cinque minuti di goduria. Las Vegas è il sogno delle working class: pacchiana, priva di classe, priva di eleganza e abbondante di fast food e fast sex. Mi ero ripromessa di non tornarci mai più. Ci sono tornata ma ora basta. Avanza anche. Il resto manc(i)a. Citazione del giorno: quello che succede a Vegas, non deve uscire da Vegas. (E meno male!!!!)

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 14

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I gabbiani non sono poi diversi dalla stragrande maggioranza delle persone. Pensano e possono volare alti, ma spesso si ritrovano a planare bassi per racimolare le briciole lasciate dietro da qualche turista. Sono lì che vorrebbero prendertele di mano ma non hanno abbastanza coraggio per affrontare la situazione di petto. Si avvicinano quatti quatti, fanno finta di niente, fanno gli gnorri e poi...ti rubano alle spalle! Una situazione media amministrativa italiana (e non solo), direi. Malibù è bellina. Opulenza in chiave oceanica. Certo non ha quello che in inglese viene definito il wow-factor (fattore meraviglia). Non per noi europei che di coste stupende ce ne abbiamo da vendere - partendo dal sud della Grecia fino ad arrivare al nord dell'Irlanda. Hanno lo spazio per vivere però, per sentirsi liberi. Dove si può correre, giocare, imprecare senza dare fastidio al vicino di asciugamano. Lo ripeterò a non finire: la bellezza delle "nuove" terre è che lo spazio fisico...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 13

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Oggi Los Angeles ha un po' più senso. Gli studi della Paramount (unici ancora operativi in tutta Hollywood) hanno aperto una piccola finestra su un mondo che esiste, che dà da mangiare a migliaia di persone e che è la vera storia, la vera anima di questo posto. In cui i sogni nascono sulla base di idee vivisezionate, riarrangiate e ricucite per dare vita a dei progetti incredibili. Quegli stessi sogni che popolano da sempre la nostra fantasia, sin dai tempi in cui eravamo bambini e guardavamo Happy Days. Hollywood è l'insegna più riconoscibile al mondo dopo McDonald's. Un miracolo marketing divenuto vita, aspirazione, identificazione (e conformismo anche). La piscina, la jacuzi, l'insostenibile leggerezza dell'essere...troppo leggera per essere. Alla quale ci si abitua facilmente. Stasera serata in un bar ad Hollywood. Siamo riusciti a trovare la forze di rivestirci per uscire dopo aver già indossato il pigiama ed esserci addormentati sul letto coi bimbi. 1...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 12

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La stanchezza ti spossa, ti incattivisce. La stanchezza abbinata alla confusione ed al caldo ti logorano. Disneyland è una macchina macina soldi in cui uno vorrebbe tornare bambino con il conto della carta di credito a ricordargli che è un adulto. Colori, musica, cappellini, caroselli e lecca lecca. Altro giro altro regalo. Ed altra fila. Sotto il sole, ovviamente. 12 ore. Dall'alba al tramonto. I bambini si sono divertiti tantissimo. Meravigliati e stregati. Ma a volte mi chiedo se certe cose non vengano date per scontate. Sebby ha 7 anni ed a Disneyland ci è già stato due volte. California dreaming. Vizi cosmopoliti. La campanella della giostra suona, la corsa è finita....avanti un altro. Citazione del giorno: gli adulti sono semplicemente dei bambini antiquati.  (Dr. Seuss)

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 11

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Sono convinta che LA abbia il suo perché, il suo fascino. Che non sia immediata come NYC o San Francisco. Certe città occorre viverle dal di dentro per apprezzarle veramente. È così anche per Calgary. Certo è che vista così, da turista, LA non è che sia così stravolgente. C'è tanta ricchezza, tanta ostentazione. Ci sono tante Ferrari e tanti arabi e cinesi pieni di borse di acquisti fatti da Gucci o da Ralph Lauren. C'è il sole che splende senza sosta. C'è chi c'ha (troppo). E c'è la patina di pizzi e merletti hollywoodiani. Non so neanche più che foto scattare qui a LA. La fama di questa città si nutre soprattutto del nostro immaginario. Un sogno Made in Hollywood. Un sogno fumoso e sbriluccicante che quando ti svegli, ti rendi conto, non lasci assolutamente nulla se non qualche postilla di sudore. Citazione del giorno: Adoro Los Angeles. Adoro Hollywood. Sono posti bellissimi. Tutte le persone sono di plastica. Ma io amo la plastica. Voglio essere d...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 10

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Il capitolo Los Angeles è iniziato male: con il padrone della nostra villa a Beverly Hills (un giovane dirigente di un hedge fund) che ci ha fatto vedere i sorci verdi. Per fortuna la situazione si è raddrizzata ma la prima impressione lascia l'amaro in bocca. Los Angeles non è San Francisco. È arida, quasi grottesca ed arrogante. Superficiale, ricca ed opulenta. Il traffico è punitivo. A Beverly Hills, dove la macchina più sfigata è una Mercedes, ti strombazzano, insultano e mandano a cagare per un nonnulla. La tipica strafottenza di chi pensa di poterselo permettere per diritto acquisito. Santa Monica ha le spiagge enormi ed i famosi "baywatch" che non somigliamo per nulla a Pamela Anderson. Ma non ha raffinatezza, non ha classe. Los Angeles è Disneyland versione boutique. Ma la villa con piscina sulle colline all'ombra delle palme fa fico. Sebby ci vorrebbe vivere per sempre. Lui che adora Disneyland. Noi invece non ci vivremmo mai. Questa non è la Califo...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 9

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Goodbye San Francisco. La Pacific Highway è deserta alle 8 della mattina. E nebbiosa. Come la città all'alba ed al tramonto. Una strada bellissima che costeggia l'oceano. Ma lunga, troppo lunga per i bambini. E così, una volta incontrato il traffico, decidiamo a malincuore di prendere l'autostrada che passa all'interno. Nonostante tutto ci abbiamo messo 12 ore. Poveri cuccioli. La California ha un debito pubblico altissimo. E si vede: strade rattoppate, buche, sporcizia. Certe cose costano. In Canada le diamo per scontate. Siamo arrivati a Beverly Hills con il buio che aveva già inghiottito tutti i contorni delle case, delle vie di questa parte di città. Per strada si vedono le solite insegne: McDonald's, Denny's, KFC. Tutta qualità a buon mercato. Benvenuti negli US - il Paese forse più contraddittorio sulla faccia della terra. Tra cinematografia e realtà, cristianità e dannazione, genio e sregolatezza, bellezza e volgarità. Di tutto e un po' di pi...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 8

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La grande città. Piena di gente. Piena di vita. Caotica. Dove le persone sono incattivite ed ognuno è già parecchio avanti nella lotta per la conquista del proprio "mio". Proprio come piace a me. Ma anche no. San Francisco è sorprendentemente a traffico leggero. Si percorre bene ed i parcheggi costano poco. Mi sarebbe piaciuto viverla un po' più dal di dentro. Ma con i bimbi non si può. Con la stanchezza addosso neanche. In un'altra vita forse. O magari in questa - visto mai le congiunture astrali un domani ci portassero nella baia... Ho i capelli appiccicosi e arruffati di umidità e salsedine. Il naso bruciacchiato. E tanta voglia di oceano. La mozzarella qui è buona. Altro che quella insipida che si trova a Calgary e che viene spacciata per prodotto italiano. Di italiano vero a Calgary non c'è niente. Ma forse mi ci trovo bene anche per quello. A proposito, qui sotto sono arrivati dieci romani. Nelle prime 12 ore abbiamo dovuto suonare due volte per far s...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 7

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A casa c'è sempre confusione, sempre chiasso. Sembra il film Mamma Ho Perso l'Aereo. Siamo usciti stamattina con delle ottime intenzioni: percorrere a piedi dal Golden Gate Bridge al Fisherman's Wharf (circa 6km più extra), dove ci aspettava la barca per Alcatraz. Già dopo 1km e mezzo avevamo capito che la scelta non fosse stata felicissima con quattro bambini dai 7 anni in giù che dopo mezz'ora erano già stanchi. Me ce l'abbiamo fatta. Ce l'hanno fatta! Per quando siamo arrivati a destinazione il posto era un delirio: per trovare un buco per mangiare abbiamo dovuto camminare ancora a lungo. Alla fine ci siamo accontentati di un frittaccio straunto di pesce. Mi rimarrà la voglia di una porzione di insalata di gambero fresca.... Alcatraz è Alcatraz. Anche senza Clint Eastwood. Ci ero già stata e le esperienze quando già fatte non hanno mai la stessa intensità. C'è solo una prima volta. San Francisco invece è proprio una gran bella città, la seconda ...

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 6

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Mi mancava la vita della (grande) città. Un posto dove la gente vive, lavora e viene anche in vacanza. Un posto che vibra, che sa di (seppur non lunghissima) storia. Un posto che ha carattere, colore e odore. Così come mi mancava il mare. E che mare! L'oceano Pacifico con le sue spiagge immense e le sue onde lunghe. Per me è stato un dolce ritrovo, un ritornare alla mia essenza. I bambini hanno corso, si sono bagnati, si sono insabbiati. Hanno fatto cose da bambini. Ed anche io che dentro, forse, sono ancora un po' (troppo) bambina.... È quasi rassicurante vedere che a San Francisco tutto è più sporco, le strade hanno le toppe, e ci sono erbacce incolte (ovviamente dipende dal metro di paragone - ciò è vero solo se lo si confronta al Canada non all'Italia!). Citazione del giorno: stai attento che prendi freddo (di cui non esiste traduzione in inglese in quanto nessuno credo abbia mai detto una roba del genere!...mi ero dimenticata le fisme italiche...)