Tuesday, May 24, 2011

Aggiungi un posto a tavola che c’è un (ne)amico in più


In occasione del compleanno di Reset Italia (auguri!) e della nascita del mio secondo genito mi sembra giusto parlare di procreazione. Il pianeta Terra è sull’orlo di una crisi epocale. Una crisi che non riguarda più soltanto alcune specie animali in via d’estinzione ma l’intero ecosistema che tiene in vita l’animale uomo. Cinquant’anni fa il pianeta era popolato da 3 miliardi di persone, oggi siamo più del doppio. Con la popolazione che cresce, cresce anche il fabbisogno di cibo, di riscaldamento, di abitazioni, di risorse naturali. Queste cose debbono essere inevitabilmente ricavate togliendo spazi abitativi ad altre specie animali e creando un ulteriore sbilanciamento dell’ecosistema. L’impatto della crescita della popolazione non si ferma solo a questo. La crescente industrializzazione ha comportato una variazione chimica dell’atmosfera e degli oceani. La temperatura del pianeta è in crescita e le acque sempre più acide. Tutti questi fenomeni hanno alla radice una sola causa: l’aumento indiscriminato della popolazione umana. Sebbene la “green revolution” abbia significato un’evoluzione nel modo di produrre cibo per soddisfare sempre più larghe masse di persone e il progresso probabilmente porterà alla scoperta di tecniche sempre più evolute per la produzione alimentare, tutti questi fattori servono solo a comprare tempo ed a rimandare una fine inevitabile. Il pianeta non può sostenere una crescita ulteriore della popolazione. Non possono esserci più persone sulla Terra di quelle che la Terra può sfamare.

La popolazione cresce, ad oggi, di circa 80 milioni di persone l’anno (equivalente ad un milione e mezzo alla settimana, 250 mila alla al giorno, circa 10 mila ogni ora). Tutte queste persone hanno bisogno di cibo, acqua, risorse. Come nel mondo animale, molti umani dovranno affrontare la fame, la sete e il freddo. Ad oggi, circa un miliardo di persone muoiono di fame nel mondo. E questo in un pianeta in cui le risorse disponibili sono sempre più a rischio di inquinamento e esaurimento.

Come fare per arginare tale fenomeno? Studi dimostrano che l’alfabetizzazione ed emancipazione femminile porta ad una diminuzione delle nascite. La stabilizzazione del numero di abitanti della terra è fondamentale per evitare una crescente competizione per le risorse (in parole povere fame, sofferenza e guerra). Il controllo delle nascite è un fattore fondamentale per la nostra sopravvivenza eppure nessuno ne parla apertamente. Perché? Le religioni, soprattutto quelle monoteiste (cattolica e islamica in testa) sono largamente responsabili di questo, ostacolando contraccezione e aborto. Secondo uno studio del Global Footprint Network ci sono almeno cento Paesi in cui la densità di popolazione ha già superato il limite soglia. Tra questi vi sono quasi tutti i Paesi industrializzati.

I governi dovrebbero intervenire direttamente con delle politiche mirate, come ha già fatto la Cina e sta facendo l’Australia. Dall’altra parte, noi cittadini, nel nostro piccolo, dobbiamo capire che fare tanti figli non è (più) un nostro diritto in quanto procreando non garantiamo più la sopravvivenza della specie ma semmai ne decretiamo la sua fine. Occorre rompere questo silenzio, il taboo della maternità dovuta. Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, affrontare il problema e parlarne ad alta voce. Anche gli organi religiosi dovrebbero fare questo (come ha fatto un prete cattolico in Australia). Lo dobbiamo a questo Pianeta ma, soprattutto, lo dobbiamo ai nostri figli. Se non dovessimo riuscire, un assaggio del futuro che ci aspetta ce lo abbiamo già sotto gli occhi: povertà dilagante, lotta tra poveri, estremismo politico, catastrofi naturali e guerra. A buon intenditor…

Tuesday, May 03, 2011

Questa amministrazione sarà pure carente però che gran rottura di palle ‘sti anconetani!!


Finalmente, con la Fiera di San Ciriaco, Ancona si accende, si ravviva. A uno verrebbe da pensare: gli anconetani ne saranno contenti? Macchè! E’ tutta una lamentela, tutto uno sproloquiare contro il sindaco Fiorello Gramillano, ormai bersaglio preferito dei giornali cittadini (di destra) e di una parte della città (dovrebbero mettere la sua faccia al posto dei barattoli negli stand dove si spara alla fiera!). L’ultimo peccato di fiorin Fiorello sarebbe l’aver piazzato il famigerato luna park associato alla Fiera di San Ciriaco al Passetto, ai piedi del bianco e immacolato (se uno ignora i graffiti) Monumento ai Caduti, coprendo niente popo di meno che…la vista del mare! Ora, chi mi conosce bene sa benissimo che non sono una sostenitrice di questa amministrazione che ritengo immobile e dilaniata da divisioni interne insormontabili. Ciò detto c’è un limite a tutto! Tra le lamentele che ho sentito in questi giorni (alcune veramente risibili), quella più ridicola è stata: piazzare uno stand dove si spara con il fucile a pompa sotto un simbolo ai caduti in guerra è un affronto alla memoria cittadina. Ma dico...ma ci stiamo seri? Non è per caso più un affronto tollerare i graffiti perenni che violano ogni edificio della città, le cacche dei cani che tempestano aiuole e marciapiedi, comodamente ignorate dai residenti (perché responsabili delle stesse), il degrado che impera nelle zone verdi di quella parte della città (vedi ex pista di pattinaggio, per esempio)? Altre lamentele includono: si tolgono parcheggi ai residenti, si disturba la quiete dei residenti, si rovinano le aiuole (quali???) dell’area limitrofa al Monumento e si disturba la quiete dei bambini ricoverati all’ospedale Salesi. Di tutte queste lamentele, solo l’ultima ha un fondamento sensato. Ma vorrei far notare che il problema dei parcheggi e della quiete dell’Ospedale Salesi non può essere circoscritto a 4 giorni di fiera. C’è una sala giochi all’aperto (ormai da decenni) posizionata proprio sotto le finestre dell’ospedale di cui nessuno mi risulta si sia mai lamentato. La carenza di parcheggi è un problema cronico. Il vero problema che ha il Salesi è che, logisticamente, è piazzato in una zona sconveniente della città e dovrebbe essere trasferito altrove. Ma questo non è un problema che può essere imputato a questa amministrazione. E’ un problema che esiste da sempre, in una città che per morfologia e sviluppo urbano, ha pochissime vie di transito e ancora meno punti di sosta.
Sul resto, direi di stendere un velo pietoso. Sono le solite lamentele a sfondo politico di abitanti di una città dormiente e noiosa per loro stessa colpa. Quando la fiera si faceva lungo gli archi (che pure è una zona piena di residenti) non si è mai sentito nessuno lamentarsi. Non vedo perché lì si potessero togliere i parcheggi a chi ci vive mentre nel quartiere Adriatico no. Esistono per caso dei cittadini di serie A e di serie B (a seconda del reddito catastale della casa)? E quale sarebbe l’alternativa proposta dai facinorosi al posto di questa amministrazione? Una uguale e contraria guidata da Giacomo Bugaro, colui che ha fatto campagna elettorale schierandosi dalla parte dei commercianti CONTRO la zona pedonale in Corso Garibaldi! Praticamente avallando l'idea che i commercianti anconetani (che tengono da decenni questa città per le palle!) abbiano il diritto di fare i soldi sulla base di parcheggi in seconda e terza fila (ovvero, illegali). Oltre a questo, il buon Bugaro ha sempre sostenuto di voler tagliare i fondi al già disastrato programma artistico cittadino (Nobili ha invece impresso una spinta positiva i tal senso). Anconetani, invece di lamentarci proviamo noi a cambiare il volto di questo capoluogo. Proviamo, per esempio, ad insegnare ai nostri figli l’educazione dando il buon esempio: non gettando carte e cicche per terra, non facendo fare i bisogni ai nostri cani ovunque (senza pulire dopo), non parcheggiando in doppia fila, sopra le strisce o nei parcheggi per disabili, facendo passare i pedoni quando attraversano sulle strisce, rispettando la proprietà altrui (e non solo la nostra), lasciando liberi i parcheggi destinati a madri in attesa, rispettando le precedenze, non pensando solo al nostro piccolo orticello (che molto spesso, ci è stato regalato) e, soprattutto, focalizzando la nostra attenzione sulla trave nel sedere invece che sul pelo nell’occhio. Allora sì che la città migliorerebbe! E non ci sarebbe nulla che potrebbe fare (anzi, NON fare) Gramillano (o Bugaro) per rovinare questo idillio!