Wednesday, December 23, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Epilogo

Ora capisco lo stupore sconfinato che debbono provare gli americani quando approdano in Europa, soprattutto nello stivale. Un continente in cui a paesaggi meravigliosi si accompagnano storie e culture millenarie ed una tradizione culinaria sopraffina (persino quella austro-tedesca!). Se solo sapessimo salvaguardarlo tale patrimonio... (e qui parlo soprattutto dell'Italia e della Grecia).
Gli Stati Uniti fanno sempre riflettere. Anche le esperienze negative sono spunto di riflessione. Perché in fondo, così tanto di tutti noi è un prodotto della loro cultura - del grande marketing, della cinematografia, della letteratura ed anche della tecnologia Made in America. Il sogno americano è molto meno americano di quello che si pensi. È il sogno di tutti noi, del quale loro reclamano i diritti (come su tutto il resto). Gli Stati Uniti sono il troppo ma anche il nulla. Sono il sovraffollamento delle città ma anche la totale tranquillità e vuotezza delle praterie sterminate, dei deserti aridi, delle pianure sconfinate. Sono tutto quello che vorremmo essere e tutto quello che per fortuna non saremo mai. Sono il diavolo e l'acqua santa, il bigottismo e la spregiudicatezza e molto di più.
Il Canada è la sanità, gli US sono la pazzia psicotica. La pazzia è interessante, divertente, stimolante, ammaliante e contagiosa anche. Ma a (non troppo) lungo andare stanca, logora, irrita.
La straordinaria normalità dei canadesi sta nel fatto che vivano e lascino vivere, che rispettino il tuo essere, le tue idee, le tue abitudini. Senza strillare. È la tolleranza fatta a Paese, fatta a società. Una società inclusiva sotto moltissimi punti di vista. Non saranno mai gli Stati Uniti, nel bene e nel male. Ad avere la scelta, e per puro scherzo del destino, siamo arrivati nell'Alberta ed in un Paese che io ritengo al momento, tra i più vivibili al mondo. Grazie destino. Grazie stella stellina, chiunque tu sia e ovunque tu sia. Da domani si torna alla vita di sempre - anche se la parola "sempre" nel nostro caso ha breve scadenza. Come lo yogurt. 

Citazione: Ho passato la mia vita a misurare il distacco tra la realtà americana ed il sogno americano (Bruce Springsteen).

Tuesday, December 22, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 18



Oggi abbiamo visto posti meravigliosi ai quali sarebbe impossibile fare giustizia tentando di descriverli a parole. Posti che si possono vedere solo viaggiando via terra: remoti, sconfinati, a scarsissima densità di popolazione. È stato il giusto antidoto a Las Vegas, una sorta di purga per tutti gli eccessi. La bellezza della terra a contrasto con la bruttezza umana. Abbiamo visto anche posti così puramente ed autenticamente americani. Pompe di benzina in mezzo al nulla, quei bar bettola tipici dove entri ed al bancone ci sono seduti uomini coi baffi ed il cappello da baseball, curvi su loro stessi che bevono una birra od un gin che la barista fa scorrere lungo il legno del bancone. Cose da film. Cose vere.
Il passaggio dagli US al Canada è stato semplice - in Canadian style. È stato un viaggio lungo e stancante questo (6150 km in totale), ma meraviglioso. Ed ora sono lieta di essere a casa, a Calgary. Un ringraziamento speciale va ai miei genitori,che hanno sponsorizzato gran parte di questa avventura.

Citazione del giorno: La destinazione di un viaggio non è mai un posto ma un nuovo modo di vedere le cose. (Henry Miller)

Sunday, December 20, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 17


Ed è arrivato il momento di tirare fuori i fazzoletti e salutarsi. I bambini sono stati quasi tutto il giorno in uno stato di costernazione, con Sebastian che ogni tanto scoppiava a piangere inconsolabilmente. È difficile spiegare loro perché li abbiamo divisi dalla loro famiglia. Solo quando saranno più grandi saranno in grado di apprezzare (spero) la nostra scelta. Ora proviamo a spiegaglielo, ma termini come "sicurezza", "futuro", "lavoro" e "pensione" non è che facciano tanta breccia nella loro percezione della realtà. Ma un giorno capiranno. Ne sono certa.
È stata una giornata faticosa: 12 ore di macchina e 4 ore di stress puro questa mattina per cercare di far montare tutti sull'elicottero senza perdite di sangue (e soldi). Strano non mi sia venuto il mal di testa! Siamo passati dall'arsura del Nevada alle zone più verdi dello Utah passando per le praterie dell'Idaho fino ad arrivare in Montana. Calgary è sempre più vicina ed ora non vedo l'ora di essere a casa. Il viaggio di andata e quello di ritorno hanno valenza ed emozioni diverse.

Citazione del giorno: YOLO (You Only Live Once)

Saturday, December 19, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 16


Facevano 40 gradi oggi a Las Vegas. La piscina era piena di esseri deformi, imbruttiti dalla grettezza delle proprie vite e dal troppo cibo. Il casinò puzza sempre di fumo. C'era una che vomitava in corridoio. C'era l'olezzo di overdose di colesterolo. Insomma, tutto secondo programma. Non so neanche cosa scrivere oggi, su questo diario, perché non c'è niente da dire. È tutto così tristemente finto e volgare. Un luna park con spaccio di puttane e buffet dove tutto ha un prezzo. Las Vegas ha il prezzo della dignità umana oltre che del pianeta calpestato da troppa aria condizionata ed un ecosistema insostenibile nel mezzo del deserto. Domani si parte verso il Canada, di prima mattina. Un altro addio/arrivederci. I bambini hanno voluto dormire coi nonni e sono molto tristi...la vita continua.

Citazione del giorno: molti pensano che il lusso sia il contrario della povertà. Non è così. Il lusso è il contrario della volgarità. (Coco Chanel)

Friday, December 18, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 15


Mi è dispiaciuto lasciare LA, al cui stile di vita - pretenzioso e superficiale - mi ero quasi abituata. Mi è dispiaciuto soprattutto perché sapevo la prossima metà sarebbe stata Las Vegas che è l'esatto opposto di Los Angeles: piena di grezzi, barbini, esseri grotteschi che in questo circo di vite cercano i loro cinque minuti di goduria. Las Vegas è il sogno delle working class: pacchiana, priva di classe, priva di eleganza e abbondante di fast food e fast sex. Mi ero ripromessa di non tornarci mai più. Ci sono tornata ma ora basta. Avanza anche. Il resto manc(i)a.

Citazione del giorno: quello che succede a Vegas, non deve uscire da Vegas. (E meno male!!!!)

Wednesday, December 16, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 14


I gabbiani non sono poi diversi dalla stragrande maggioranza delle persone. Pensano e possono volare alti, ma spesso si ritrovano a planare bassi per racimolare le briciole lasciate dietro da qualche turista. Sono lì che vorrebbero prendertele di mano ma non hanno abbastanza coraggio per affrontare la situazione di petto. Si avvicinano quatti quatti, fanno finta di niente, fanno gli gnorri e poi...ti rubano alle spalle! Una situazione media amministrativa italiana (e non solo), direi. Malibù è bellina. Opulenza in chiave oceanica. Certo non ha quello che in inglese viene definito il wow-factor (fattore meraviglia). Non per noi europei che di coste stupende ce ne abbiamo da vendere - partendo dal sud della Grecia fino ad arrivare al nord dell'Irlanda. Hanno lo spazio per vivere però, per sentirsi liberi. Dove si può correre, giocare, imprecare senza dare fastidio al vicino di asciugamano. Lo ripeterò a non finire: la bellezza delle "nuove" terre è che lo spazio fisico si traduce in spazio mentale dove ognuno può disegnare il proprio percorso. È difficile spiegarlo a chi ci viene solo in vacanza e vede solo una faccia della medaglia. La vera bellezza (o bruttezza) delle cose la si apprezza dal di dentro. Domani si parte per Vegas. La nostra vacanza sta giungendo al termine. Gli ultimi due giorni e poi si riparte verso la normalità che per noi, per fortuna, è Calgary. Un posto nel quale sono ben contenta di tornare. 
Citazione del giorno: Ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano, un'infinita idea di libertà, senza limiti. (Richard Bach)

Monday, December 14, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 13


Oggi Los Angeles ha un po' più senso. Gli studi della Paramount (unici ancora operativi in tutta Hollywood) hanno aperto una piccola finestra su un mondo che esiste, che dà da mangiare a migliaia di persone e che è la vera storia, la vera anima di questo posto. In cui i sogni nascono sulla base di idee vivisezionate, riarrangiate e ricucite per dare vita a dei progetti incredibili. Quegli stessi sogni che popolano da sempre la nostra fantasia, sin dai tempi in cui eravamo bambini e guardavamo Happy Days. Hollywood è l'insegna più riconoscibile al mondo dopo McDonald's. Un miracolo marketing divenuto vita, aspirazione, identificazione (e conformismo anche).
La piscina, la jacuzi, l'insostenibile leggerezza dell'essere...troppo leggera per essere. Alla quale ci si abitua facilmente.
Stasera serata in un bar ad Hollywood. Siamo riusciti a trovare la forze di rivestirci per uscire dopo aver già indossato il pigiama ed esserci addormentati sul letto coi bimbi. 15 anni fa qualcuno avrebbe dovuto pagarmi per non farmi uscire. Oggi avrei fatto carte false per rimanere a casa. Come tutti gli altri. Ma ci siamo fatti violenza. Questione di età. E di testa. E' giusto che sia così.

Citazione del giorno: Hollywood è il posto dove sono disposti a pagare 50 mila dollari per un tuo bacio e 50 centesimi per la tua anima. (Marilyn Monroe)

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 12


La stanchezza ti spossa, ti incattivisce. La stanchezza abbinata alla confusione ed al caldo ti logorano. Disneyland è una macchina macina soldi in cui uno vorrebbe tornare bambino con il conto della carta di credito a ricordargli che è un adulto. Colori, musica, cappellini, caroselli e lecca lecca. Altro giro altro regalo. Ed altra fila. Sotto il sole, ovviamente. 12 ore. Dall'alba al tramonto. I bambini si sono divertiti tantissimo. Meravigliati e stregati. Ma a volte mi chiedo se certe cose non vengano date per scontate. Sebby ha 7 anni ed a Disneyland ci è già stato due volte. California dreaming. Vizi cosmopoliti. La campanella della giostra suona, la corsa è finita....avanti un altro.

Citazione del giorno: gli adulti sono semplicemente dei bambini antiquati. (Dr. Seuss)

Sunday, December 13, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 11


Sono convinta che LA abbia il suo perché, il suo fascino. Che non sia immediata come NYC o San Francisco. Certe città occorre viverle dal di dentro per apprezzarle veramente. È così anche per Calgary. Certo è che vista così, da turista, LA non è che sia così stravolgente. C'è tanta ricchezza, tanta ostentazione. Ci sono tante Ferrari e tanti arabi e cinesi pieni di borse di acquisti fatti da Gucci o da Ralph Lauren. C'è il sole che splende senza sosta. C'è chi c'ha (troppo). E c'è la patina di pizzi e merletti hollywoodiani. Non so neanche più che foto scattare qui a LA. La fama di questa città si nutre soprattutto del nostro immaginario. Un sogno Made in Hollywood. Un sogno fumoso e sbriluccicante che quando ti svegli, ti rendi conto, non lasci assolutamente nulla se non qualche postilla di sudore.


Citazione del giorno: Adoro Los Angeles. Adoro Hollywood. Sono posti bellissimi. Tutte le persone sono di plastica. Ma io amo la plastica. Voglio essere di plastica! (Andy Warhol)

Saturday, December 12, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 10


Il capitolo Los Angeles è iniziato male: con il padrone della nostra villa a Beverly Hills (un giovane dirigente di un hedge fund) che ci ha fatto vedere i sorci verdi. Per fortuna la situazione si è raddrizzata ma la prima impressione lascia l'amaro in bocca.
Los Angeles non è San Francisco. È arida, quasi grottesca ed arrogante. Superficiale, ricca ed opulenta. Il traffico è punitivo. A Beverly Hills, dove la macchina più sfigata è una Mercedes, ti strombazzano, insultano e mandano a cagare per un nonnulla. La tipica strafottenza di chi pensa di poterselo permettere per diritto acquisito.
Santa Monica ha le spiagge enormi ed i famosi "baywatch" che non somigliamo per nulla a Pamela Anderson. Ma non ha raffinatezza, non ha classe. Los Angeles è Disneyland versione boutique. Ma la villa con piscina sulle colline all'ombra delle palme fa fico. Sebby ci vorrebbe vivere per sempre. Lui che adora Disneyland. Noi invece non ci vivremmo mai. Questa non è la California che preferiamo.


Citazione del giorno: tutto quello che chiedo è di avere la possibilità di verificare che i soldi non facciano la felicità (Spike Milligam).

Friday, December 11, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 9


Goodbye San Francisco. La Pacific Highway è deserta alle 8 della mattina. E nebbiosa. Come la città all'alba ed al tramonto. Una strada bellissima che costeggia l'oceano. Ma lunga, troppo lunga per i bambini. E così, una volta incontrato il traffico, decidiamo a malincuore di prendere l'autostrada che passa all'interno. Nonostante tutto ci abbiamo messo 12 ore. Poveri cuccioli. La California ha un debito pubblico altissimo. E si vede: strade rattoppate, buche, sporcizia. Certe cose costano. In Canada le diamo per scontate.
Siamo arrivati a Beverly Hills con il buio che aveva già inghiottito tutti i contorni delle case, delle vie di questa parte di città. Per strada si vedono le solite insegne: McDonald's, Denny's, KFC. Tutta qualità a buon mercato. Benvenuti negli US - il Paese forse più contraddittorio sulla faccia della terra. Tra cinematografia e realtà, cristianità e dannazione, genio e sregolatezza, bellezza e volgarità. Di tutto e un po' di più.

Citazione del giorno: non è la destinazione ma il viaggio.

Thursday, December 10, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 8


La grande città. Piena di gente. Piena di vita. Caotica. Dove le persone sono incattivite ed ognuno è già parecchio avanti nella lotta per la conquista del proprio "mio". Proprio come piace a me. Ma anche no. San Francisco è sorprendentemente a traffico leggero. Si percorre bene ed i parcheggi costano poco. Mi sarebbe piaciuto viverla un po' più dal di dentro. Ma con i bimbi non si può. Con la stanchezza addosso neanche. In un'altra vita forse. O magari in questa - visto mai le congiunture astrali un domani ci portassero nella baia...
Ho i capelli appiccicosi e arruffati di umidità e salsedine. Il naso bruciacchiato. E tanta voglia di oceano. La mozzarella qui è buona. Altro che quella insipida che si trova a Calgary e che viene spacciata per prodotto italiano. Di italiano vero a Calgary non c'è niente. Ma forse mi ci trovo bene anche per quello. A proposito, qui sotto sono arrivati dieci romani. Nelle prime 12 ore abbiamo dovuto suonare due volte per far spostare la macchina e sono apparse cicche di sigarette nelle cocciole del portone...poi non li abbiam più sentiti (noi ci siamo vendicati con corsa ad ostacoli lungo il corridoio di 20m fatta dai bambini urlando)... San Francisco è piena di europei, e di italiani. Crisi? Certo. Ma qui le apparenze ingannano. Insomma, non se ne esce. Anzi, si prega di uscire...

Domani si parte per Los Angeles passando per la Pacific Highway. Sarà un viaggio pesante ma chi la dura, la vince. Noi puntiamo al pareggio - siamo o non siamo italici?!...beh, quasi tutti...

Wednesday, December 09, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 7


A casa c'è sempre confusione, sempre chiasso. Sembra il film Mamma Ho Perso l'Aereo.
Siamo usciti stamattina con delle ottime intenzioni: percorrere a piedi dal Golden Gate Bridge al Fisherman's Wharf (circa 6km più extra), dove ci aspettava la barca per Alcatraz. Già dopo 1km e mezzo avevamo capito che la scelta non fosse stata felicissima con quattro bambini dai 7 anni in giù che dopo mezz'ora erano già stanchi. Me ce l'abbiamo fatta. Ce l'hanno fatta! Per quando siamo arrivati a destinazione il posto era un delirio: per trovare un buco per mangiare abbiamo dovuto camminare ancora a lungo. Alla fine ci siamo accontentati di un frittaccio straunto di pesce. Mi rimarrà la voglia di una porzione di insalata di gambero fresca....
Alcatraz è Alcatraz. Anche senza Clint Eastwood. Ci ero già stata e le esperienze quando già fatte non hanno mai la stessa intensità. C'è solo una prima volta. San Francisco invece è proprio una gran bella città, la seconda volta come la prima. Non mi dispiacerebbe viverci. Affatto. È vera, è caotica, è grande ma allo stesso tempo non è dispersiva come LA o verticale come NYC. Sa di Martini on the rocks mischiato al sapore di salsedine. Sa di iconografia cinematografica incrociata al realismo urbano. Siamo arrivati a casa distrutti e bruciati dal sole. Soprattutto io e Sebby che dobbiamo avere delle soglie di attivazione della melanina praticamente azzerate. Siamo dovuti ricorrere ai cetrioli in faccia...

Citazione del giorno: l'inverno più freddo che ho trascorso è stata un'estate a San Francisco (Mark Twain).

Monday, December 07, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 6


Mi mancava la vita della (grande) città. Un posto dove la gente vive, lavora e viene anche in vacanza. Un posto che vibra, che sa di (seppur non lunghissima) storia. Un posto che ha carattere, colore e odore. Così come mi mancava il mare. E che mare! L'oceano Pacifico con le sue spiagge immense e le sue onde lunghe. Per me è stato un dolce ritrovo, un ritornare alla mia essenza.
I bambini hanno corso, si sono bagnati, si sono insabbiati. Hanno fatto cose da bambini. Ed anche io che dentro, forse, sono ancora un po' (troppo) bambina....
È quasi rassicurante vedere che a San Francisco tutto è più sporco, le strade hanno le toppe, e ci sono erbacce incolte (ovviamente dipende dal metro di paragone - ciò è vero solo se lo si confronta al Canada non all'Italia!).

Citazione del giorno: stai attento che prendi freddo (di cui non esiste traduzione in inglese in quanto nessuno credo abbia mai detto una roba del genere!...mi ero dimenticata le fisme italiche...)

Sunday, December 06, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 5



Oggi è stata tutta una corsa contro il tempo. Per arrivare all'aeroporto di San Francisco prima che atterrasse l'aereo con a bordo i miei genitori e la famiglia di mia sorella (persa). Per non pisciarmi addosso dopo le ultime 2 ore di viaggio con aria condizionata a palla (vinta), per arrivare a casa in tempo per vomitare a causa di una fortissima emicrania (pareggiata). Esatto. Neanche questa vacanza poteva passare immacolata. La mia emicrania ha voluto entrare di forza nelle foto ricordo. Ci sono voluti 4 Advil, 1 Axert e ben 2 punture di Toradrol più svariate ore di immobilità per farmela passare. Comunque, è andata per fortuna.
I bambini sono estatici. La gioia di vedere Jude e Sebastian correre lungo i corridoi dell'aeroporto per riabbracciare gli adorati nonni, gli zii e le amatissime cuginette è stato commovente. Viola e Sebby non hanno smesso un attimo di parlare. E Penny già, nel suo repertorio molto personalizzato di vocaboli, ha inserito "Jude". Che belle le mie nipotine. Che bello riabbracciare la mia famiglia. A San Francisco!! Non è da tutti. La casa è meravigliosa. In un quartiere stupendo. Oggi spero di godermela più di ieri quando l'unica cosa sulla quale mi sono focalizzata è stata la tazza del cesso. San Francisco sei mia. Io me te magno - a proposito, sono due giorni che non mangio...

Citazione del giorno: ieri è il passato, domani è il futuro ma oggi è un regalo. Ecco perché si chiama presente.

Saturday, December 05, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 4


Oggi abbiamo fatto altre cose da bambini e poi altre 5 ore di viaggio. Una botta al cerchio ed una alla botte...boom boom!
Fuori dalle grandi città incontriamo di tutto. Sembra quasi di stare in uno dei tanti film e telefilm americani che monopolizzano da decenni il nostro immaginario. C'è il motociclista attempato con tatuaggi, panza e barba da capretta, c'è il poco di buono (o così sembrerebbe) con canotta bianca e faccia truce, c'è la simil-battona con pelle avvizzita, gonna troppo corta e sigaretta appoggiata di lato, sugli angoli della bocca che puntano verso il basso. Ci sono i nativi, i sudamericani, i camionisti. Ce n'è per tutti i gusti. E il mio pensiero è: probabilmente hanno una pistola addosso o nel cruscotto della macchina. Lo dicono le statistiche mica io. Ma gli americani ci piacciono. Anche quelli più "scary" hanno un qualcosa di vagamente familiare e sono di solito cordiali e simpatici.
Oggi, quando era il mio turno di guida, un camion con i cerchioni a lame rotanti quasi mi affetta. Mi si è stretto un po' ma non abbastanza per non aver bisogno di extra sedute di palestra!

Citazione del giorno: La gente spesso definisce impossibili cose che semplicemente non ha mai visto (Robin Williams).

Friday, December 04, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 3


Il problema è che pensiamo di essere ancora quelli di dieci anni fa. Di poter venire a Portland e pellegrinare di libreria in caffè, di bar in ristorante, ficcandoci magari in mezzo qualche museo di arte moderna o qualche passeggiata urbana. Poi ci svegliamo dal sogno e ci ricordiamo di avere due bambini ai quali di sedere in un caffè a guardare la gente che passa non può fregare un cazzo di meno (scusate il francesismo) a meno che non possano distruggere qualche sedia o versare quindici bustine di dolcificante sul tavolino. E allora ci tocca fare cose "da bambini". Per carità, non c'è nulla di male. Anzi. Ma non credo Portland sia il posto giusto, ecco. A volte non credo neanche noi abbiamo lo spirito giusto...
Ma Portland è interessante, bella a suo modo. Non vedevo così tanta gente alternativa dai (bei) tempi in cui bazzicavo in quel di Londra. La frangia gay è molto attiva e molto evidente. Ci sono fricchettoni, simil-punk, rockettari, fichetti e molto altro. Gli statunitensi, questi statunitensi, per quanto cerchi di non farmeli piacere, mi piacciono parecchio. Hanno colore, calore e personalità. Tutte cose che dall'altra parte del confine un po' mancano. Certo, il problema di quando uno ha personalità è che o ti sta sulle palle o ti sta simpatico. Non ci sono vie di mezzo. Ma a me le vie di mezzo non sono mai piaciute. Io in mezzo, tra la botte e il cerchio, non ci ho mai vissuto volentieri. Comunque, tutto ha un prezzo. Negli US il prezzo è quello della diseguaglianza sociale. In Canada il prezzo è il viceversa.

Citazione del giorno: Chiedo scusa alla favola antica | se non mi piace l'avara formica | io sto dalla parte della cicala | che il più bel canto non vende... regala! (Gianni Rodari)

Tuesday, December 01, 2015

US Roadtrip - Diario di Viaggio: Giorno 2


Oggi altre otto ore di viaggio. Più di 1200km macinati in meno di 48 ore. Siamo partiti allegramente da Sandpoint (un posto di ordinaria villeggiatura) con destinazione Portland. Siamo passati dal verde delle montagne dell'Idaho, all'arsura giallo paglierino delle pianure immense dello stato di Washington al tratto coreografico di autostrada nell'Oregon, da Pasco a Portland, che corre per centinaia di km nel canyon del Columbia River. Una meraviglia! 
Fuori dalle grandi città di tendenza, la stragrande maggioranza della gente è obesa, sciatta e mangia schifezze. Nei piccoli centri, trovare qualcosa di commestibile che non provenga delle catene fast-food è quasi impossibile. 
Portland, di contro, è un posto interessantissimo. Proprio una bella città, piena di bella gente (alternativa, liberale, progressista), di locali interessanti, di ottimi ristoranti. Culturalmente vivace. Prediletta da hippies in bicicletta amanti di librerie e caffè radical chic che vivono al grido di "Yes, we can". Insomma un posto ideale per 
me e Julian (un po' meno per i bambini). A proposito di bambini, bravissimi anche oggi. 
Citazione del giorno: rallenta, stai andando troppo veloce (ripetuto da Julian come un mantra durante il mio turno di guida).