Wednesday, September 13, 2006

Perth: a hollow land...

We arrived in Perth on the 20th of August. We had decided to stop a few days in WA with some friends on our way back to Europe. Perth is a city isolated from the rest of Australia if not from the rest of the world. It is nearer to Singapore than to Sydney. The nearest Australian city is Adelaide at more than 2500km distance. Therefore, although Perth is an expanding city, it is still a long way away from being cosmopolitan or slightly “worldly”. Having said so, the place is beautiful - but extremely dull too. The architecture is new, chaotic, random; with a clear lack of a proper town planning strategy. There are excavators and site works everywhere. It is surprisingly dirtier than many other Australian cities. Except for an outstanding nature, beauty is not to be seen in this city. Perth doesn't seem to have a soul. It is a city wothout a city atmosphere. With over 1 million people, Perth is meant more for business than for living. No one can argue the amazing natural beauty of Western Australia but there is more to life than a beautiful seascape or a nice cold beer. Civilisation (mainly marked by English settlers) is not only about having a big house with a garden and a pool protected by massive fences. Civilisation means also history, traditions and interesting people. All things that Perth (and maybe Australia as a whole) I'm afraid, cannot offer.

Tuesday, August 01, 2006

Mediterraneo

La crisi in Medio Oriente si aggrava ogni giorno. L'Europa e le Nazioni Unite dimostrano, in tale circostanza, tutta la loro impotenza ed inettezza. Gli Stati Uniti temporeggiano, dicono che si' bisogna fermare il conflitto ma con calma che tanto che fretta c'e'? Io mi sono convinta di una cosa: se fosse stato per Israele, il fuoco sarebbe gia' cessato – ora come ora, gli israeliani non hanno nessun interesse a perpetrare il conflitto, soprattutto contro il Libano - un Paese che era loro, fino a poco tempo fa, amico. Il problema non e' Israele, il problema sono ora gli Stati Uniti. E' possibile che Israele sia sotto “scacco matto” da parte degli US, i quali non aspettavano altro che una situazione del genere prendesse forma per poter realizzare i loro piani contro Syria ed Iran senza spocarsi le mani – e soprattutto non avendo piu’ risorse armamentarie disponilbili. John Pilger, in un suo articolo, spiega di come sia convinto (e non sia il solo) che molti degli attentati terroristici compiuti giornalmente in Afghanistan ed Iraq avvengano per mano di squadre appositamente addestrate dagli americani – tanto e’ vero che molte macchine esplose rinvenute sembra siano di provenienza americana e gli esplosivi di matrice britannica. Gli Stati Uniti non sono nuovi a certi metodi: fecero lo stesso in Vietnam ed El Salvador, per esempio. Ed hanno tutto l’interesse che la tensione in Medio Oriente sia mantenuta su livelli guardia. Il controllo del Medio Oriente oggi come oggi e’ ancor piu’ cruciale se si tiene conto che gli US stanno gradualmente perdendo il controllo di Paesi come il Venezuela, la Bolivia, l’Argentina (prima controllati da aziende petrolifere americane) e che gente come Morales e Chavez (schegge impazzite nei piani di egemonia statunitense) sta stringendo forti legami con la rinvigorita (e sempre piu' dittatoriale) Russia di Putin ed, allo stesso tempo, con la temutissima Cina.

Tuesday, July 25, 2006

Benvenuti nel Paese dei Balocchi!

Alzi la mano chi non se l’aspettava? Pene dimezzate per tutti. Il Milan che riconquista addirittura la Champions League. Dopo ci lamentiamo se abbiamo ormai peso nullo in campo internazionale (vedi caso Zidane-Materazzi) o se siamo diventati la presa per il c**o di mezza Europa: dalla Spagna alla Polonia. Poi reagiamo stizziti se la stampa tedesca ci da’ dei parassiti viscidi e melliflui, se quella inglese ci da’ dei corrotti, se quella francese ci vede come un popolo di mafiosi. Hanno ragione!! Con che faccia ci presentiamo all’opinione pubblica dopo questa sentenza-farsa? Con che credibilita’ possiamo affermare di voler combattere il marcio ormai ben radicato in tutta la societa’? E invece nel Paese degli indulti e degli indultini, dei Lucignolo e dei Pinocchio, dei gatti e delle volpi, dei gendarmi e dei Mangiafuoco, il marcio prospera mentre gli onesti (pochi) pagano per tutti e se la prendono sempre ed inesorabilmente nel posteriore. Questa e’ la povera Italia cari miei, il Paese dei Balocchi (togli e ti verra' dato!), una nazione in cui il fumo fa assai piu' scena (e soldi) dell’arrosto. In cui le condanne di primo grado bastonano che tanto poi ci pensano i ricorsi a rimettere le cose esattamente come stavano prima. Me l’immagino gia’ la faccia di Berlusconi: in due giorni ha ottenuto un indulto per corruzione e falso in bilancio ed un posto in Champions League insperato. E’ proprio vero che in certi posti (sempre gli stessi) e’ sempre Natale...

Gargamelberlusconi ed i puffi di sinistra

Questa settimana l’Unione votera’ a favore della famigerata legge sull’indulto. Una legge che non solo non compare sul programma elettorale dell’Unione ma che tradisce anche quegli elettori (la maggioranza credo) di sinistra che avevano sperato che con la caduta della Casa delle Liberta’ saremmo tornati ad un Paese piu’ giusto, piu’ democratico. Prodi ed i suoi alleti ci avevano promesso una legge (subito) sull’anti-trust ed un maggiore controllo sui reati di falso in bilancio ed evasione fiscale. Ed invece, come sempre, ci ritroviamo con poco di tutto cio’ (una bottarella al cerchio) ma con molto del contrario (ed una bella bastonata alla botte!). Se la legge dovesse passare non significherebbe svuotare le carceri, come vogliono farci credere, ma semmai non riempirle di quei farabutti che fino ad oggi hanno occupato le prime pagine dei giornali e le indagini di tutte le magistrature d’Italia. Significherebbe che i protagonisti di tangentopoli, calciopoli, bancopoli e televisiopoli rimarrebbero serenamente impuniti mentre le carceri (quelle vere e sempre piu’ piene) rimarrebbero popolate da poveri digraziati, magari rei di essersi fatti due spinelli o di aver protestato in piazza. Questo e’ un vero schifo. Un tradimento della promessa fatta a noi elettori. E la cosa piu’ scandalosa e’ che la notizia passa DEL TUTTO INOSSERVATA da parte delle testate giornalistiche piu’ importanti del nostro Paese, Repubblica e Corriere inclusi (oggi la terza notizia dall’alto riguarda ancora la Juve...). L’unico che sta facendo un po’ di casino e’ l’onorevole Di Pietro e l’Italia dei Valori (forse sono l’unico partito ad avercene). Per il resto e’ tutto un inciucio, uno scambio di favori, una strizzatina d’occhio, una gran bella porcata. Se questo e’ il meglio di cui siamo capaci noi italiani...allora si salvi chi puo’.

Mondiali per punti

I dieci momenti che ricordero' di questo Mondiale:
1. L'inizio "scalcinato", caratterizzato da sospetti, accuse di corruzione, malumori e pessimismo. I (pochi) tifosi presenti al campo di allenamento degli Azzurri che fischiano Lippi, Buffon, Cannavaro e Del Piero (con quest'ultimo che reagisce in malo modo).
2. La bella partita contro il Ghana, con due fantasisti e due attaccanti in campo - robe da far venire l'ulcera a Trapattoni!
3. Lippi che da' dei "vergognosi" ai giornalisti. Della serie: l'amore non e' bello se non e' litigarello...
4. L'espressione afflitta ed allo stesso tempo incredula di Materazzi all'espulsione per il fallo su Bresciano: come un bambino al quale hanno appena rubato il lecca-lecca.
5. Il primo piano sugli occhi di Totti prima di tirare il rigore decisivo contro l'Australia - uno sguardo che lascia trapelare poca insicurezza ed un piccolissimo margine di errore.
6. La corsa goffa e simil-tardelliana di Grosso dopo aver segnato al 119' il primo gol contro la Germania - se glielo avessero detto due anni fa, quando militava ancora in C2, non ci avrebbe creduto!
7. Le facce di tutti i tedeschi (squadra, tifosi, allenatore e Beckenbauer), straconvinti di avere la strada gia' spianata verso Berlino. Hanno poi scoperto sulla loro pelle che "tutte le strade portano a Roma"...
8. I tifosi italiani che "invadono" il campo di allenamento degli Azzurri. I fischi questa volta lasciano il posto agli applausi ed ai cori di apprezzamento.
9. La "manata in faccia" di Gattuso al mister (Lippi) ogni volta che l'Italia segna un gol - tra i due un amore alla "Polvere di Stelle"...
10. Potrei dire l'uscita mesta di Zidane, che si toglie la fascia di capitano dal braccio ancor prima di ricevere l'espulsione dall'arbitro - fine tragico di un campione moderno e di una nazione troppo arrogante per poter tollerare la sconfitta. Ma sarebbe troppo scontato. Invece al decimo posto metto Materazzi, protagonista nel bene e nel male di una serata storica.
Il bacio di Cannavaro (da sopra un banchetto!) alla Coppa del Mondo (disegnata da un italiano), il taglio dei capelli in diretta di Camoranesi (se non altro vincere il Mondiale e' servito a questo!), il bagno di folla a Roma all'arrivo dei "nostri eroi" (dalle stalle alle stelle), la felicita' di Prodi-pacioccone che si ritrova a rappresentare una nazione finalmente vincente, sono tutti momenti troppo speciali per essere anche solo classificati. Rimaranno per sempre dei bellissimi fuori lista.

Monday, July 10, 2006

ITALY ON TOP OF THE WORLD!

Germany 2006 - The Italians have done it! Who would have thought so after all the scandals that had hit Italian football just prior to the beginning of the World Cup?! These players went through ups and downs but this victory surely proves one thing: we Italians need to hit rock bottom in order to be able to fly high and touch the sky. In adverse situations we seem to be able to give it our best shot. This is the beauty and, at the same time, disgrace of this intriguing country. Well done boys! From the silence of our Australian apartment, on the other side of the planet, I was able to feel a bit of that magic too. And I cried as well, for the first time after we lost to Argentina on penalties during Italy 1990 – all other defeats were “better” received. Unfortunately, the final wasn’t as epic as any Italian would have wanted it to be – or was it? I am sure Materazzi didn’t exactly talk about his past holiday to Zidane…Nevertheless, Zizou should have known better. He is not new to such shameful acts. Someone says is the last act of his genius. Maybe. Still, I think FIFA have made a right fool of themselves by awarding him with the Golden Ball for Germany 2006. If we want this sport to be some sort of model for the young generation, then someone else should have won the title. Perhaps Cannavaro who was consistent and well behaved for the entire duration of the tournament. Anyway, this is already history. So is our victory. A big star which we will all pin on our Italian “mad” hearts until the next disaster comes along…

Thursday, July 06, 2006

The Vanessa Sponge

My friends from Australian Marine Ecology (AME) have surprised me with a lovely and unexpected present. In their efforts to map the ecological species present in Port Phillip Bay, they have named one of the "new discovered" sponges after me. Thanks to AME, the Vanessa Sponge has officially entered the Australian marine ecology books. So from now onward my name will be not only associated with a beautiful butterfly but also with a beautiful sponge which inhabits the Victoria's deep reefs. To AME I say: thank you my friends. I really appreciate this lovely thought.
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Gli amici dell'Australian Marine Ecology (AME) hanno deciso di sorpredermi con un piacevole ed inaspettato regalo. Nello sforzo di mappare le specie ecologiche presenti nel Port Phillip Bay, i ragazzi hanno dato il mio nome ad una delle spugne scoperte di recente. Grazie ad AME, la Vanessa Sponge e' entrata ufficialmente nei libri di ecologia marina australiani. E cosi' d'ora in poi il mio nome non sara' solo associato ad una bellissima farfalla ma anche ad un altrettanto bella spugna che abita le profondita' marine del Victoria. Ai ragazzi della AME dico: grazie amici. Ho davvero apprezzato questo bel gesto.

Thursday, June 29, 2006

The importance of being earnest

My Aussie friends cannot quite get their heads around what happened a couple of nights ago. They are not very familiar with football. They are used to much more crude and "down to earth" sports such as rugby and AFL, in which players usually kick and punch the sh*t out of each other (without complaining) but, in the end, the best team always wins. That doesn't always happen in football I am afraid. The Italians know it very well as they were booted out themselves by the Koreans for an injust ref's decision four years ago. I know it is a harsh way to lose but this is also the beauty (and cruelty) of this beautiful sport. The Australian team played at the best of their capabilities but, in the end, let's face it, their best wasn't good enough. The Aussies themselves are, by tradition, sore losers. So, as you can imagine, they didn't take this defeat too well. Even so, they never went as far as the Italians went four years ago in accusing FIFA of a conspiracy. So all credits to them. Having said so, I am glad we made it and I am even more glad it was Italy to kick the Aussies out of this tournament! In the end, the best team won. Of course, I would have preferred a clean victory (perhaps scoring a couple of goals) rather than the result of a diving competition. But hey...after all, this is football and we are Italian, aren't we?

Saturday, June 24, 2006

Waiting for Totti-Godot

Siamo arrivati nel cuore dei Mondiali 2006 e noi lo stiamo ancora aspettando. Lo aspettavamo agli Europei del 2000, lo aspettavamo ai Mondiali del 2002 e lo abbiamo aspettato agli scorsi Europei, quando si rese si’ protagonista ma non grazie alle prestazioni in campo bensi’ ad un atteggiamento da lama (e sia chiaro che non intendo il Dalai). Alla soglia dei 30 anni, Totti rimane l’eterna promessa del calcio italiano. Si ha la sensazione che ormai Totti sia un po’ come Godot: tutti lo aspettano ma lui tarda sempre ad arrivare (non arriva oggi ma lo fara’ domani). Addirittura girano notizie che alla fine di questa edizione dei campionati mondiali il capitano della Roma si ritirera’ della scena internazionale. Come a dire: noi lo aspettiamo e lui parte senza essere neanche mai arrivato. Questo e’ l’amaro e triste destino di una nazionale di calcio, quella italiana, che stenta ancora a riempire le scarpette di un altro numero 10: Roberto Baggio. Dalla finale USA ’94 di numeri 10 degni della sua maglia in Italia se ne sono visti davvero pochi. E certo non e’ un buon segno. La realta’ e’ che il nostro Paese, che da al calcio piu’ importanza che alla politica, che si considera il palcoscenico di uno dei campionati piu’ belli del mondo (i fatti e la cronaca smentiscono quanto appena affermato) e che ha un approccio totalmente macchiavellico alla vittoria, non produce dei veri campioni da decenni. Anche i nostri due attaccanti, Toni e Gilardino, alla loro prima vera apparizione mondiale, hanno reciprocamente 29 e 24 anni. Non proprio due giovanissimi dunque. Totti, dal canto suo, che con la Roma ha dimostrato (a tratti) di essere quel campione che tutti speravamo che fosse anche con la maglia della nazionale, manca della personalita’ adatta ad affermarsi sul grande palcoscenico mondiale. Non tutti ce l’hanno fatta a reggere la pressione: un Mancini su tutti. Sarebbe bello poter vincere questo mondiale, se non altro per dare al mondo un impressione diversa del calcio italiano che non sia solo marcio e corruzione. Dal canto mio, spero che, quest’anno, la insperata forza del gruppo italiano compensi per la carenza dei singoli, ma un dubbio mi viene: come si potra’ vincere il Mondiale (o anche solo provarci) senza un Ronaldinho, un Rooney, un Messi, uno Zidane, un Figo o un Van Nistelrooijd?

Messaggio subliminale per gli azzurri: ragazzi vediamo di vincerla la partita con l’Australia altrimenti qua mi linciano!!

Wednesday, June 21, 2006

Benvenuti nel circo Italia!

In questa Repubblica di nani e ballerine, di magnacci e magnaccioni, di reali e buffoni di corte, di prepotenti e impotenti, di veline e donne senza veli non si finisce mai di imparere. Grazie all’EX Presidente del Consiglio, Mr Psiconano Berlusconi, nel giro di due mesi mi scopro non solo “cogliona” ma anche “indegna di essere italiana”. E quale sarebbe il reato? Well, oltre ad essere comunista (definizione che, di questi tempi, puo’ andare dal liberale al dissidente al moderato al no-global al prete di periferia), reato sempre in voga, ora sarei anche colpevole di non voler mettere mano alla Costituzione, unica carta in Italia che non possa (ancora) essere usata per pulirsi il deretano. E cosi’ Mr Tuttologia sputa ancora sentenze, non ancora memore del destino che gli tocco’ la scorsa volta dopo un’uscita analoga (fossi in lui starei zitto, se non altro per scaramanzia!). Ma ormai non c’e’ piu’ da stupirsi di nulla. Nello spettacolo del Grande Fratello delle intercettazioni, i nostri politici, non potendo piu’ salvare la faccia, ora si preoccupano esclusivamente di salvarsi il posteriore (preferibilmente usando la carta igienica costituzionale). Persino il nuovo Ministro della Giustizia in carica, Mastro Lindo Mastella (guardiano di tutti i sigilli), in tutto questo casino di che cosa si preoccupa? Della privacy. Ma Mastella ha ragione! Qualcuno deve pur curarsi dei dettagli! E quale miglior modo che non quello di concetrarsi sul granello di sabbia nell’occhio ignorando il bastone nel c..o?!

Sunday, June 18, 2006

Chi non risica...rosica!!

Dopo la prima partita con il Ghana, quest’anno avevo davvero creduto (sperato?) che fosse la volta buona e che l’Italia, nonostante Moggiopoli e porcherie calcistiche varie, fosse entrata nel Mondiale con lo spirito giusto. Mi sono dovuta ricredere quasi subito. Ancora una volta abbiamo commesso l’errore di sottovalutare gli avversari (anzi, di sopravvalutare noi stessi) ed abbiamo non solo fatto fare agli Stati Uniti (gli Stati Uniti!!) la figura del leone, ma abbiamo fatto anche una gran figura di m**da sotto gli occhi di mezzo mondo grazie alla gomitata rifilata da De Rossi a McBride (3 punti di sutura). Siamo come dei bambini viziati ai quali viene rubato il lecca-lecca: prima piangiamo poi, se vediamo che non funziona, cominciamo a dare morsi e pizzicotti. La classe non e’ acqua ed in Italia, da un po di tempo, sembra esserci davvero siccita’.

After our first match with Ghana I seriously thought (hoped?) that this year, in spite of the Moggi-gate and the scandals surrounding our football, Italy had started this World Cup in the right way. I had to reconsider my views almost immediately. Against USA we ended up making the usual "Italian" mistake of underestimating our adversary - or perhaps overestimating our capabilities. We not only managed to make the USA (USA!!!) look like a bunch of lions but also succeded in showing all our mental limits in front of the entire world - De Rossi elbowing McBride (3 stitches) was almost as bad as Totti's spit in Euro 2004. In such tough circumstances, Italians always end up behaving like a bunch of spoiled kids who cannot get their favourite lollypop: first we try with the “cry for help” tactic. Then, if we see it doesn’t work, frustrated, we start kicking and biting the others. Will we ever learn?

Wednesday, June 14, 2006

Life at Eureka/La vita ad Eureka

Thanks to the generous package offered by Port of Melbourne we ended up living in a beautiful 2 bedrooms apartment on the 34th level of Eureka Tower. The apartment has a 250 degrees view over the City, mountains and bay. Eureka Tower, located in popular Southbank, is currently the tallest residential building in the world, with 302m height and 92 levels, and one of Melbourne’s ambitious achievements. Its design is contemporary, innovative and quite spectacular. Facilities include a private fully equipped gym, a 25m indoor pool, 3 saunas, a private cinema and an observation deck. The lifts can reach a speed of 3 levels per second, which means that often you need to undertake some serious decompression exercises by the time you get to the 30th floor! The people you meet are as peculiar and extravagant as the place itself.
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Grazie al generoso pacchetto messomi a disposizione dal Port of Melbourne, abbiamo potuto insediarci un bellissimo appartamento di due camere al 34esimo piano della Eureka Tower. L’appartamento ha una vista a 250 gradi su centro, montagne e baia. La Eureka Tower, situata nel popolare Southbank, e’ al momento il piu’ alto complesso residenziale al mondo, con 302m di altezza e 92 piani vivibili, nonche' uno dei fiori all’occhiello di Melbourne. Il suo design e’ contemporaneo, innovativo e spettacolare. I servizi includono una palestra ultra-equipaggiata, una piscina coperta di 25m, 3 saune, un cinema privato ed un osservatorio. Gli ascensori possono raggiungere una velocita' di 3 piani al secondo, richiedendo seri esercizi di compensazione verso il 30simo piano! La gente che popola Eureka e’ altrettanto particolare e stravagante.

Tuesday, June 13, 2006

Goodbye Brisbane, Hello Melbourne

On the 26th of January I was offered a secondment to Port of Melbourne Corporation to work on the huge Port Phillip Bay Channel Deepening Project. Accepting the job would have meant leaving Brisbane and moving down to Melbourne for at least 6 months. Needless to say that, after consulting Julian, I decided to accept the offer. Not only both Julian and I had reached a saturation point with Brisbane (too quiet, too slow, too...boring really), but this job opportunity would have meant also getting away from the boring mining projects I had been working on, leaving in one of the most exciting cities in Australia and, last but not least, earning an awful lot of money! Brisbane would always hold a special place in our hearts. Nevertheless, it was the right time to go. Within two weeks, Julian had resigned from his job, we had sold our furniture and packed our stuff (again!). On the 11th of February we left Brisbane and flew to Melbourne. A great new adventure was about to begin and we were very excited about it.
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Il 26 di Gennaio mi e' stata offerta l'opportunita' di un "prestito" al Port of Melbourne Corporation per la collaboriazione al grosso progetto di allargamento del porto e dragaggio del canale di entrata. Accettare l'offerta avrebbe significato lasciare Brisbane e trasferirci a Melbourne per almeno 6 mesi. Inutile dire che, una volta consultato Julian a riguardo, ho deciso di accettare l'offerta. Non solo perche' sia che Julian eravamo giunti ad un livello di troppo pieno con Brisbane (troppo calma, troppo lenta, troppo...noiosa!), ma anche perche' questa opportunita' di lavoro avrebbe significato la fine di noiosi progetti in campo minerario, il traferimento in una delle citta' piu' eccitanti in Australia e, non meno importante, guadagnare un bel po' di soldi. Brisbane avrebbe sempre avuto un posto speciale nel nostro cuore. Cio' nonostante, questo era il momento giusto per partire. Nel giro di due settimane Julian si e' licenziato, abbiamo venduto tutti i nostri mobili e fatto (di nuovo!) le valigie. L'11 Febbraio abbiamo lasciato Brisbane per Melbourne. Una nuova avventura ci stava aspettando e noi eravamo molto eccitati a riguardo.

Wednesday, June 07, 2006

Il Queensland: flora e fauna (Parte II)











In Australia non ci sono solo bestie aggressive. L’Australia e’ un Paese affascinante sia dal punto di vista geologico ma, soprattutto, da quello ambientale. Un esempio su tutti: qualche anno fa e’ stata scoperta, per puro caso, in una parte piccolissima della foresta pluviale, la specie piu’ vecchia di antiche mai registrata nella storia della scienza ambientale. Si dice sia l’anello di congiunzione tra la preistoria ed oggi. Gli aborigeni stessi, a dispetto dei maltrattamenti ed abusi ricevuti dall’ “uomo bianco” nel corso degli anni, sono, dal punto di vista antropologico, i discendenti piu’ prossimi agli uomini primitivi. Tornando agli animali, speciale menzione meritano i Possums, anch’essi marsupiali, simili ad una sorta di orsetto di citta’. I possums si sono adattati perfettamente alla vita urbana (sono gli “ultimi sopravvissuti”). Si muovono agilmente tra tetti e balconi, si cibano di fiori, piante (di solito tue e avanzi che trovano nella spazzatura e, quando di fanno la cacca sul terrazzo, ti fanno due occhioni languidi che di prenderli a calci in culo non te la senti proprio. Tra gli uccelli (ce ne sono un’infinita’), i miei preferiti sono in assoluto i Rainbow Lorikeets (pappagallini colorati), i cockatoos (nel primo riquadro) ed i kookaburras (della famiglia del martin pescatore). Tra le numerose specie di pippistrelli sparsi per la regione, le cossiddette “flying foxes” (volpi volanti), conosciute anche come pippistrelli della frutta, meritano una menzione speciale (secondo riquadro). Nell’aspetto ricordano moltissimo dei pippistrelli giganti (la loro apertura alare puo’ superare il metro di ampiezza e possono pesare piu’ di un kilo) ma sono in realta’ molto piu’ simili all’uomo che al pippistrello. Le flying foxes, al contrario dei pippistrelli, ci vedono benissimo e non si cibano di insetti bensi’ di nettere d’eucalipto e frutta. Vederli arrivare puntualmente ogni sera al calar del sole in vere e proprie flotte e’ una delle cose che mi rimarranno per sempre impresso.

Monday, June 05, 2006

My book of the month: Life of Pi

Life of Pi is the book that won the French-Canadian Yann Martel the 2002 Men Booker Prize. It is a very popular book. If you haven’t read it yet, do so. It is an enchanting story about a young Indian boy who is cast adrift in a lifeboat with a hyena, an orangutang, a zebra and a huge Bengal tiger named Richard Parker. Pi’s journey is full of fascinating survival scenes, witty sense of humour and beautiful metaphors. This is a story where faith and science clash but also co-exist at the same time. It is a tale about mortality, faith, human determination and the power of nature. Yann Martel proves to be a great storyteller, blending facts and fiction in a beautiful fable that challenges you to believe the unbelievable.

Saturday, June 03, 2006

Highlights of an amazing holiday

My family (my mum, dad, sister and sister's boyfriend) arrived in Australia on the 20th of December 2005 to spend the Christmas holiday with us and left nearly three weeks later. Together, during that time, we explored Brisbane, the Great Barrier Reef, Fraser Island (the biggest sand island in the world), Moreton Island and the Gold Coast. We all agree it was one of the best holidays of our lifetime. What made it really special was the stunning beauty of the scenery, the endless fun, the harmony reigning amongst us and, of course, the beautiful Australian climate. A very unusual but special Christmas (Santa here rides a surf instead of a sleigh!) which, I am sure, no one of us will ever forget...

Thursday, June 01, 2006

Il Queensland: flora e fauna (Parte I)

Una delle cose che ha colpito nel profondo me (essendo arrivata prima) e Julian sin da subito e’ stata sicuramente la flora ma, soprattutto, la fauna della regione. A parte i popolari canguri e koala, c’e’ una vasta gamma di mammiferi, ucelli, rettili ed insetti che nessuno conosce e dei quali, all'estero, nessuno parla - fatta eccezione per qualche articolo in “cronaca nera”. Per esempio, quanti sanno che le dieci specie di serpenti piu’ velenosi al mondo vivono tutte in Australia?!?! Guardando su una scala piu’ larga: dei 25 serpenti in cima alla classifica di pericolosita’, 21 albergano nel territorio australiano, in particolare nel Queensland. Le cose non migliorano quando si parla di ragni: se pensavate che la citta’ fosse piu’ sicura del “bush”...scordatevelo! Sydney, per esempio, e’ la patria del Funnel Web Spider (Atrax Robustus). Il maschio di questa specie e’ uno dei ragni piu’ velenosi e aggressivi al mondo, capace di uccidere un uomo adulto nel giro di 15 minuti. Il Queensland ospita ragni come il Red Back Spider che, a dispetto della taglia piccola, e’ abbastanza incazzereccio. Anche questo ragno e’ comune nelle zone cittadine e non proprio simpaticissimo: il suo morso causa sofferenze atroci ad un adulto e puo’ causare mortalita’ in un bambino piccolo. Poi ci sono tanti altri ragni, “non aggressivi” (il sito specifica "attacano solo quando forzati”...), ma comunque non proprio piacevoli per taglia ed aspetto. Tra questi l’Huntsman - una bestia della taglia di una tarantola, nero come il tizzo, il quale, non producendo ragnatela, ama piazzarsi sul tuo divano - ed il Golden Orb (foto nel riquadro), bello da vedersi (bella e’ anche la sua ragnatela dorata ed orientata verso il sole) ma non da avercelo permanentemente in sosta sul tuo terrazzo. Di positivo c’e’ che il Golden Orb non ama interagire con gli umani ed in genere sta nel suo spazio-ragnatela (enorme), facendosi gli affari suoi. Attacca solo se si sente minacciato. Ma non e’ velenoso – o almeno dicono. Della serie: il ragno che si fa i ca..i suoi campa cent’anni – postilla: a patto che non ci sia Roberto-terminator (mio padre) in giro!!

Wednesday, May 31, 2006

Un anno di Australia


Today is my 365th day in this extraordinary (meant as out of the ordinary) country. It is also the longest time I have ever spent away from my home country. As usual, if on one hand it feels like I have been here forever, on the other one this period has flown by quite quickly. Once again, it has been a year full of new esperiences, beautiful adventures and plenty of "joie de vivre".
Con oggi fanno 365 giorni di permanenza in questo Paese straordinario (nel senso di fuori dall'ordinario). E' anche in assoluto il periodo piu' lungo di assenza da "casa" e dal mio Paese natio. Come sempre, se da un parte mi sembra di esser qui da una vita, dall'altra questo anno e' volato veloce come il vento. E come sempre e' stato un anno all'insegna delle nuove esperienze, dell'avventura e gioia di vivere.

Brisbane: il primo approccio

Le due valigie pesano una tonnellata e faccio fatica a trascinarle. Arrivo a Brisbane il giorno in cui ufficialmente inizia l’inverno in Australia: il 1 Giugno. Che sia inverno non si direbbe proprio: il termometro segna 26 gradi e c’e’ un sole pieno a rischiarare un cielo azzurrissimo. Il tassista mi lascia di fronte al complesso Freshwater dove dovrebbe aspettarmi la manager del palazzo: Denise Buckby. Sono accaldata e stanca e le valigie ormai le trascino per disperazione. Denise mi aveva scritto che mi avrebbe aspettato all’interno dell’appartamento che da quest’oggi sarebbe stato il mio. Piccolo particolare (che ho realizzato solo al momento dell’arrivo): non mi ha detto che numero di appartamento fosse. Sulla tastiera dei videocitofoni non c’e’ neanche un’indicazione sul campanello da suonare per contattare la manager. C’e’ invece un numero di telefono ma io, appena scesa da un aereo proveniente dall’altro lato del mondo, un cellulare che funzioni non ce l’ho. Che faccio? Per fortuna, in quel preciso istante si aprono le porte scorrevoli del palazzo e ne esce un inquilino. Aprofitto per trascinare me e le valigie dentro l’atrio. Wow...l’entrata e’ davvero maestosa, anche meglio delle foto che avevo visto sul sito. E’ tutta una vetrata sia sul fronte che sul retro, abbellita da sculture minimaliste, quadri surrealisti ed un paio di divani moderni. Le vetrate sul retro danno sulla piscina e sul fiume. Che spettacolo! In quel momento esce Denise che deve avermi riconosciuto dalla taglia delle valigie (io l’ho riconosciuta da una foto vista sul sito di Freshwater). Mi accoglie in maniera davvero calorosa, in true Australian style. Mi porta dritta dritta all’appartamento 317 (terzo piano, ala nord). Dal balcone, che si estende lungo tutto un lato dell’appartamento, ho uno scorcio di veduta sui grattacieli della City (la vista sul fiume costa in media AU$200 a settimana in piu’ d’affitto). L’appartamento e’ molto bello, spazioso, moderno, ben arredato, con tutte le comodita’ e piani in marmo in cucina e nei bagni. Tutte cose che a Londra te le sogni! Mi son sentita immediatamente a casa. Denise mi spiega brevemente come usare il videocitofono, il condizionatore, la lavatrice, l’asciugatore, la lavastoviglie, il tritarifiuti e tutti i vari servizi a disposizione. Mi consegna due paia di chiavi e mi dice “Welcome to Australia”. Thanks. I think I need some sleep now…

Monday, May 29, 2006

Un nome, una garanzia

Vanessa Bellardinelli e’ un nome che affascina ma, allo stesso tempo, imbarazza gli abitanti delle “English speaking countries”. Affascina perche’ ha una connotazione tutta italiana e contiene quel “bella” che e' associato by default allo stereotipo di ragazza latina. Imbarazza perche’ nessuno riesce a pronunciarlo come Cristo comanda. Quando parlo al telefono con un operatore bancario o un impiegato dell’ospedale o della compagnia elettrica la prima domanda e’ sempre “is that Miss Beuauauaui?” al quale io puntuamente replico” Yes, Miss Bellardinelli. It’s a difficult name so don’t worry...” seguiti da due secondi di imbarazzo (dall’altra parte della cornetta). Non vi dico allo scempio al quale ho dovuto assistere negli ultimi sei anni su lettere, cartoline, avvisi e via dicendo. Alla stregua dei geroglifici! E non vi dico neanche di quando mi tocca fare una prenotazione in un ristorante cinese/taiwanese/coreano!! Con tutte quelle elle poverini..."ciacci" mi diventano!! In questi frangenti di solito uso il nome Fletcher - una tantum... Detto cio’, capisco e scuso gli errori madornali fatti nello spelling del mio cognome. Non capisco invece (e tanto meno scuso!) quelli di cui e’ vittima il mio nome, il quale e’ a tutti gli effetti un nome di origine INGLESE. Vanessa viene spesso (mal) scritto come Venessa, Venesa, Vanissa e via dicendo. Eppure il nome fu ufficialmente inventato da Jonathan Swift nel 1713 (nato come anagramma del vero nome della sua amante), l’autore de I Viaggi di Gulliver. Prima di allora quel nome non esisteva. I miei genitori, quando decisero di chiamarmi cosi’, avevano in mente Vanessa Redgrave, attrice inglese. Ma niente, neanche le mie “referenze” filobritanniche mi hanno risparmiato da questa forma di “analfabetismo” anglosassone. I miei figli spero avranno vita piu' facile - anche se a chiamarsi Fletcher in Italia...non la vedo proprio semplice.

Lo sbarco in Australia

1 Giugno 2005 - Sono arrivata a Sydney dopo un volo proveniente da Bangkok, dove ho trascorso tre giorni cercando il piu’ possibile di fotografare la cultura thailandese. Pensavo che un’ora fosse abbastanza per prendere la coincidenza con Brisbane ma ero completamente ignara che non dovessi solo cambiare aereo ma anche recarmi in un altro edificio dell’aeroporto! E cosi’, come sempre, ho dovuto scapicollarmi attraverso check-in, controllo bagagli, reclami, dogana e shuttle di trasferimento. Sono arrivata giusto in tempo per il decollo….fiuf! Attorno a me accenti diversi da quelli a cui ero abituata, accenti che a Londra sentivo solo in bocca a qualche collega o in qualche pub del centro. Hanno le vocali piu’ aperte gli australiani, un modo di parlare piu’ sguaiato. Australia, per esempio, non e’ “Ostrelia” come direbbero gli inglesi, ma “ ‘straia”, con la sillaba “au” mangiata. Altra differenza: la gente ti sorride, ti parla, ti fa domande - anche troppo! Che sfinita come sei, quasi ti verrebbe voglia di rispondere “ma vedete de favve li’ caz…vostra!”... :o) Guardo dal finestrino completamente catturata dal paesaggio: una distesa sconfinata di terra rossa, mare e qualche macchia di eucalypti qua e la’. Continuo a ripetermi “Sono in Australia…sono in Australia...”. Quando ci arrivi (in Australia), quello che prima ti sembrava cosi’ immensamente lontano all’improvviso diventa accessibile, quasi normale. Il concetto di distanza si accorcia perche' la mente si ricalibra su nuove dimensioni. Prima di partire, all’aeroporto, al momento di salutare Julian, mi ero fatta prendere dallo sconforto: il pensiero di andare dall’altra parte dell’emisfero, a cosi’ tanti kilometri di distanza dalle persone che amo, si era trasformato da eccitazione a peso insostenibile. Pensavo che se una meteorite avesse all’improvviso colpito il pianeta Terra spaccandolo in due, io sarei per sempre rimasta confinata lontano da tutto e tutti! In compagnia di qualche canguro e koala e molti (troppi) animali assassini!! Gia’ a Bangkok quel pensiero nichilista si era di molto affievolito, lasciando spazio all’entusiasmo ed alla curiosita’. Ora, in un aereo verso Brisbane, l’unica cosa a cui riesco a pensare e’ a quello che mi aspetta nei mesi a venire – ed anche un po’ a dormire appena acchiappo un letto! Una nuova avventura is about to begin...oh, what a feeling!

Sunday, May 28, 2006

Arriva la cicogna...

This photo was taken a few days after my 34th birthday. Thirtyfour is also the level of our apartment at Eureka Tower - very scary! A few days later, Julian and I found out that we were to become parents. I would define that moment as one of the happiest moments of my life...

Questa foto e' stata scattata qualche giorno dopo il mio 34esimo compleanno. Trentaquattro e' anche il piano in cui si trova il nostro appartamento nella Eureka Tower - da vertiggini! Pochi giorni dopo io e Julian abbiamo scoperto che saremmo diventati genitori. Credo di poter definire quel momento come uno dei piu' felici della mia vita...

Overture

Melbourne, 28 May2006

I have been thinking about opening my own blog for ages but somehow I never got around to doing it. Usually my excuses were: I don't have enough time, I'll do it next week, I cannot be bothered and so on. Mind you, I think they were all good and, at the same time, valid excuses. However, when you live abroad, travel a lot and meet so many people along the way, a blog becomes a kind of necessity, a way to remind yourself, and the people you have met, all the things, events and situations that you probably would forget otherwise . It has taken me 5 years to open this blog. Someone would say "better later than never". I say it would be better earlier than later but...hey, life is a complex thing and sometimes your energy needs to be applied to more important causes. So, here I am now. Let the fun begin...

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Melbourne, 28 Maggio 2006

L'idea di aprire un blog tutto mio mi frullava nella testa da tanto tempo ma, in qualche modo, non sono mai riuscita a farlo. Di solito, i motivi della rinuncia erano: non ne ho tempo, lo faro' la prossima settimana, oggi non me ne va e via dicendo. Certo, tutte scuse valide e, allo stesso tempo, vere. Ad ogni modo, quando si vive all'estero, si viaggia il mondo e si incontrano cosi' tante persone lungo la strada, un blog diventa una specie di necessita', un modo per ricordare a se stessi e agli altri tutte le esperienze, gli eventi e le situazioni che altrimenti finirebbero nel dimenticatoio. Qualcuno direbbe "meglio tardi che mai". Io dico meglio presto che tardi ma...si sa, la vita non e' mai cosa semplice e , a volte, richiede che le nostre energie vengano utilizzate per cause piu' importanti. Comunque sia andata, sono qui ora. Che inizino pure le danze...