Tuesday, August 01, 2006

Mediterraneo

La crisi in Medio Oriente si aggrava ogni giorno. L'Europa e le Nazioni Unite dimostrano, in tale circostanza, tutta la loro impotenza ed inettezza. Gli Stati Uniti temporeggiano, dicono che si' bisogna fermare il conflitto ma con calma che tanto che fretta c'e'? Io mi sono convinta di una cosa: se fosse stato per Israele, il fuoco sarebbe gia' cessato – ora come ora, gli israeliani non hanno nessun interesse a perpetrare il conflitto, soprattutto contro il Libano - un Paese che era loro, fino a poco tempo fa, amico. Il problema non e' Israele, il problema sono ora gli Stati Uniti. E' possibile che Israele sia sotto “scacco matto” da parte degli US, i quali non aspettavano altro che una situazione del genere prendesse forma per poter realizzare i loro piani contro Syria ed Iran senza spocarsi le mani – e soprattutto non avendo piu’ risorse armamentarie disponilbili. John Pilger, in un suo articolo, spiega di come sia convinto (e non sia il solo) che molti degli attentati terroristici compiuti giornalmente in Afghanistan ed Iraq avvengano per mano di squadre appositamente addestrate dagli americani – tanto e’ vero che molte macchine esplose rinvenute sembra siano di provenienza americana e gli esplosivi di matrice britannica. Gli Stati Uniti non sono nuovi a certi metodi: fecero lo stesso in Vietnam ed El Salvador, per esempio. Ed hanno tutto l’interesse che la tensione in Medio Oriente sia mantenuta su livelli guardia. Il controllo del Medio Oriente oggi come oggi e’ ancor piu’ cruciale se si tiene conto che gli US stanno gradualmente perdendo il controllo di Paesi come il Venezuela, la Bolivia, l’Argentina (prima controllati da aziende petrolifere americane) e che gente come Morales e Chavez (schegge impazzite nei piani di egemonia statunitense) sta stringendo forti legami con la rinvigorita (e sempre piu' dittatoriale) Russia di Putin ed, allo stesso tempo, con la temutissima Cina.

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