Thursday, June 29, 2006

The importance of being earnest

My Aussie friends cannot quite get their heads around what happened a couple of nights ago. They are not very familiar with football. They are used to much more crude and "down to earth" sports such as rugby and AFL, in which players usually kick and punch the sh*t out of each other (without complaining) but, in the end, the best team always wins. That doesn't always happen in football I am afraid. The Italians know it very well as they were booted out themselves by the Koreans for an injust ref's decision four years ago. I know it is a harsh way to lose but this is also the beauty (and cruelty) of this beautiful sport. The Australian team played at the best of their capabilities but, in the end, let's face it, their best wasn't good enough. The Aussies themselves are, by tradition, sore losers. So, as you can imagine, they didn't take this defeat too well. Even so, they never went as far as the Italians went four years ago in accusing FIFA of a conspiracy. So all credits to them. Having said so, I am glad we made it and I am even more glad it was Italy to kick the Aussies out of this tournament! In the end, the best team won. Of course, I would have preferred a clean victory (perhaps scoring a couple of goals) rather than the result of a diving competition. But hey...after all, this is football and we are Italian, aren't we?

Saturday, June 24, 2006

Waiting for Totti-Godot

Siamo arrivati nel cuore dei Mondiali 2006 e noi lo stiamo ancora aspettando. Lo aspettavamo agli Europei del 2000, lo aspettavamo ai Mondiali del 2002 e lo abbiamo aspettato agli scorsi Europei, quando si rese si’ protagonista ma non grazie alle prestazioni in campo bensi’ ad un atteggiamento da lama (e sia chiaro che non intendo il Dalai). Alla soglia dei 30 anni, Totti rimane l’eterna promessa del calcio italiano. Si ha la sensazione che ormai Totti sia un po’ come Godot: tutti lo aspettano ma lui tarda sempre ad arrivare (non arriva oggi ma lo fara’ domani). Addirittura girano notizie che alla fine di questa edizione dei campionati mondiali il capitano della Roma si ritirera’ della scena internazionale. Come a dire: noi lo aspettiamo e lui parte senza essere neanche mai arrivato. Questo e’ l’amaro e triste destino di una nazionale di calcio, quella italiana, che stenta ancora a riempire le scarpette di un altro numero 10: Roberto Baggio. Dalla finale USA ’94 di numeri 10 degni della sua maglia in Italia se ne sono visti davvero pochi. E certo non e’ un buon segno. La realta’ e’ che il nostro Paese, che da al calcio piu’ importanza che alla politica, che si considera il palcoscenico di uno dei campionati piu’ belli del mondo (i fatti e la cronaca smentiscono quanto appena affermato) e che ha un approccio totalmente macchiavellico alla vittoria, non produce dei veri campioni da decenni. Anche i nostri due attaccanti, Toni e Gilardino, alla loro prima vera apparizione mondiale, hanno reciprocamente 29 e 24 anni. Non proprio due giovanissimi dunque. Totti, dal canto suo, che con la Roma ha dimostrato (a tratti) di essere quel campione che tutti speravamo che fosse anche con la maglia della nazionale, manca della personalita’ adatta ad affermarsi sul grande palcoscenico mondiale. Non tutti ce l’hanno fatta a reggere la pressione: un Mancini su tutti. Sarebbe bello poter vincere questo mondiale, se non altro per dare al mondo un impressione diversa del calcio italiano che non sia solo marcio e corruzione. Dal canto mio, spero che, quest’anno, la insperata forza del gruppo italiano compensi per la carenza dei singoli, ma un dubbio mi viene: come si potra’ vincere il Mondiale (o anche solo provarci) senza un Ronaldinho, un Rooney, un Messi, uno Zidane, un Figo o un Van Nistelrooijd?

Messaggio subliminale per gli azzurri: ragazzi vediamo di vincerla la partita con l’Australia altrimenti qua mi linciano!!

Wednesday, June 21, 2006

Benvenuti nel circo Italia!

In questa Repubblica di nani e ballerine, di magnacci e magnaccioni, di reali e buffoni di corte, di prepotenti e impotenti, di veline e donne senza veli non si finisce mai di imparere. Grazie all’EX Presidente del Consiglio, Mr Psiconano Berlusconi, nel giro di due mesi mi scopro non solo “cogliona” ma anche “indegna di essere italiana”. E quale sarebbe il reato? Well, oltre ad essere comunista (definizione che, di questi tempi, puo’ andare dal liberale al dissidente al moderato al no-global al prete di periferia), reato sempre in voga, ora sarei anche colpevole di non voler mettere mano alla Costituzione, unica carta in Italia che non possa (ancora) essere usata per pulirsi il deretano. E cosi’ Mr Tuttologia sputa ancora sentenze, non ancora memore del destino che gli tocco’ la scorsa volta dopo un’uscita analoga (fossi in lui starei zitto, se non altro per scaramanzia!). Ma ormai non c’e’ piu’ da stupirsi di nulla. Nello spettacolo del Grande Fratello delle intercettazioni, i nostri politici, non potendo piu’ salvare la faccia, ora si preoccupano esclusivamente di salvarsi il posteriore (preferibilmente usando la carta igienica costituzionale). Persino il nuovo Ministro della Giustizia in carica, Mastro Lindo Mastella (guardiano di tutti i sigilli), in tutto questo casino di che cosa si preoccupa? Della privacy. Ma Mastella ha ragione! Qualcuno deve pur curarsi dei dettagli! E quale miglior modo che non quello di concetrarsi sul granello di sabbia nell’occhio ignorando il bastone nel c..o?!

Sunday, June 18, 2006

Chi non risica...rosica!!

Dopo la prima partita con il Ghana, quest’anno avevo davvero creduto (sperato?) che fosse la volta buona e che l’Italia, nonostante Moggiopoli e porcherie calcistiche varie, fosse entrata nel Mondiale con lo spirito giusto. Mi sono dovuta ricredere quasi subito. Ancora una volta abbiamo commesso l’errore di sottovalutare gli avversari (anzi, di sopravvalutare noi stessi) ed abbiamo non solo fatto fare agli Stati Uniti (gli Stati Uniti!!) la figura del leone, ma abbiamo fatto anche una gran figura di m**da sotto gli occhi di mezzo mondo grazie alla gomitata rifilata da De Rossi a McBride (3 punti di sutura). Siamo come dei bambini viziati ai quali viene rubato il lecca-lecca: prima piangiamo poi, se vediamo che non funziona, cominciamo a dare morsi e pizzicotti. La classe non e’ acqua ed in Italia, da un po di tempo, sembra esserci davvero siccita’.

After our first match with Ghana I seriously thought (hoped?) that this year, in spite of the Moggi-gate and the scandals surrounding our football, Italy had started this World Cup in the right way. I had to reconsider my views almost immediately. Against USA we ended up making the usual "Italian" mistake of underestimating our adversary - or perhaps overestimating our capabilities. We not only managed to make the USA (USA!!!) look like a bunch of lions but also succeded in showing all our mental limits in front of the entire world - De Rossi elbowing McBride (3 stitches) was almost as bad as Totti's spit in Euro 2004. In such tough circumstances, Italians always end up behaving like a bunch of spoiled kids who cannot get their favourite lollypop: first we try with the “cry for help” tactic. Then, if we see it doesn’t work, frustrated, we start kicking and biting the others. Will we ever learn?

Wednesday, June 14, 2006

Life at Eureka/La vita ad Eureka

Thanks to the generous package offered by Port of Melbourne we ended up living in a beautiful 2 bedrooms apartment on the 34th level of Eureka Tower. The apartment has a 250 degrees view over the City, mountains and bay. Eureka Tower, located in popular Southbank, is currently the tallest residential building in the world, with 302m height and 92 levels, and one of Melbourne’s ambitious achievements. Its design is contemporary, innovative and quite spectacular. Facilities include a private fully equipped gym, a 25m indoor pool, 3 saunas, a private cinema and an observation deck. The lifts can reach a speed of 3 levels per second, which means that often you need to undertake some serious decompression exercises by the time you get to the 30th floor! The people you meet are as peculiar and extravagant as the place itself.
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Grazie al generoso pacchetto messomi a disposizione dal Port of Melbourne, abbiamo potuto insediarci un bellissimo appartamento di due camere al 34esimo piano della Eureka Tower. L’appartamento ha una vista a 250 gradi su centro, montagne e baia. La Eureka Tower, situata nel popolare Southbank, e’ al momento il piu’ alto complesso residenziale al mondo, con 302m di altezza e 92 piani vivibili, nonche' uno dei fiori all’occhiello di Melbourne. Il suo design e’ contemporaneo, innovativo e spettacolare. I servizi includono una palestra ultra-equipaggiata, una piscina coperta di 25m, 3 saune, un cinema privato ed un osservatorio. Gli ascensori possono raggiungere una velocita' di 3 piani al secondo, richiedendo seri esercizi di compensazione verso il 30simo piano! La gente che popola Eureka e’ altrettanto particolare e stravagante.

Tuesday, June 13, 2006

Goodbye Brisbane, Hello Melbourne

On the 26th of January I was offered a secondment to Port of Melbourne Corporation to work on the huge Port Phillip Bay Channel Deepening Project. Accepting the job would have meant leaving Brisbane and moving down to Melbourne for at least 6 months. Needless to say that, after consulting Julian, I decided to accept the offer. Not only both Julian and I had reached a saturation point with Brisbane (too quiet, too slow, too...boring really), but this job opportunity would have meant also getting away from the boring mining projects I had been working on, leaving in one of the most exciting cities in Australia and, last but not least, earning an awful lot of money! Brisbane would always hold a special place in our hearts. Nevertheless, it was the right time to go. Within two weeks, Julian had resigned from his job, we had sold our furniture and packed our stuff (again!). On the 11th of February we left Brisbane and flew to Melbourne. A great new adventure was about to begin and we were very excited about it.
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Il 26 di Gennaio mi e' stata offerta l'opportunita' di un "prestito" al Port of Melbourne Corporation per la collaboriazione al grosso progetto di allargamento del porto e dragaggio del canale di entrata. Accettare l'offerta avrebbe significato lasciare Brisbane e trasferirci a Melbourne per almeno 6 mesi. Inutile dire che, una volta consultato Julian a riguardo, ho deciso di accettare l'offerta. Non solo perche' sia che Julian eravamo giunti ad un livello di troppo pieno con Brisbane (troppo calma, troppo lenta, troppo...noiosa!), ma anche perche' questa opportunita' di lavoro avrebbe significato la fine di noiosi progetti in campo minerario, il traferimento in una delle citta' piu' eccitanti in Australia e, non meno importante, guadagnare un bel po' di soldi. Brisbane avrebbe sempre avuto un posto speciale nel nostro cuore. Cio' nonostante, questo era il momento giusto per partire. Nel giro di due settimane Julian si e' licenziato, abbiamo venduto tutti i nostri mobili e fatto (di nuovo!) le valigie. L'11 Febbraio abbiamo lasciato Brisbane per Melbourne. Una nuova avventura ci stava aspettando e noi eravamo molto eccitati a riguardo.

Wednesday, June 07, 2006

Il Queensland: flora e fauna (Parte II)











In Australia non ci sono solo bestie aggressive. L’Australia e’ un Paese affascinante sia dal punto di vista geologico ma, soprattutto, da quello ambientale. Un esempio su tutti: qualche anno fa e’ stata scoperta, per puro caso, in una parte piccolissima della foresta pluviale, la specie piu’ vecchia di antiche mai registrata nella storia della scienza ambientale. Si dice sia l’anello di congiunzione tra la preistoria ed oggi. Gli aborigeni stessi, a dispetto dei maltrattamenti ed abusi ricevuti dall’ “uomo bianco” nel corso degli anni, sono, dal punto di vista antropologico, i discendenti piu’ prossimi agli uomini primitivi. Tornando agli animali, speciale menzione meritano i Possums, anch’essi marsupiali, simili ad una sorta di orsetto di citta’. I possums si sono adattati perfettamente alla vita urbana (sono gli “ultimi sopravvissuti”). Si muovono agilmente tra tetti e balconi, si cibano di fiori, piante (di solito tue e avanzi che trovano nella spazzatura e, quando di fanno la cacca sul terrazzo, ti fanno due occhioni languidi che di prenderli a calci in culo non te la senti proprio. Tra gli uccelli (ce ne sono un’infinita’), i miei preferiti sono in assoluto i Rainbow Lorikeets (pappagallini colorati), i cockatoos (nel primo riquadro) ed i kookaburras (della famiglia del martin pescatore). Tra le numerose specie di pippistrelli sparsi per la regione, le cossiddette “flying foxes” (volpi volanti), conosciute anche come pippistrelli della frutta, meritano una menzione speciale (secondo riquadro). Nell’aspetto ricordano moltissimo dei pippistrelli giganti (la loro apertura alare puo’ superare il metro di ampiezza e possono pesare piu’ di un kilo) ma sono in realta’ molto piu’ simili all’uomo che al pippistrello. Le flying foxes, al contrario dei pippistrelli, ci vedono benissimo e non si cibano di insetti bensi’ di nettere d’eucalipto e frutta. Vederli arrivare puntualmente ogni sera al calar del sole in vere e proprie flotte e’ una delle cose che mi rimarranno per sempre impresso.

Monday, June 05, 2006

My book of the month: Life of Pi

Life of Pi is the book that won the French-Canadian Yann Martel the 2002 Men Booker Prize. It is a very popular book. If you haven’t read it yet, do so. It is an enchanting story about a young Indian boy who is cast adrift in a lifeboat with a hyena, an orangutang, a zebra and a huge Bengal tiger named Richard Parker. Pi’s journey is full of fascinating survival scenes, witty sense of humour and beautiful metaphors. This is a story where faith and science clash but also co-exist at the same time. It is a tale about mortality, faith, human determination and the power of nature. Yann Martel proves to be a great storyteller, blending facts and fiction in a beautiful fable that challenges you to believe the unbelievable.

Saturday, June 03, 2006

Highlights of an amazing holiday

My family (my mum, dad, sister and sister's boyfriend) arrived in Australia on the 20th of December 2005 to spend the Christmas holiday with us and left nearly three weeks later. Together, during that time, we explored Brisbane, the Great Barrier Reef, Fraser Island (the biggest sand island in the world), Moreton Island and the Gold Coast. We all agree it was one of the best holidays of our lifetime. What made it really special was the stunning beauty of the scenery, the endless fun, the harmony reigning amongst us and, of course, the beautiful Australian climate. A very unusual but special Christmas (Santa here rides a surf instead of a sleigh!) which, I am sure, no one of us will ever forget...

Thursday, June 01, 2006

Il Queensland: flora e fauna (Parte I)

Una delle cose che ha colpito nel profondo me (essendo arrivata prima) e Julian sin da subito e’ stata sicuramente la flora ma, soprattutto, la fauna della regione. A parte i popolari canguri e koala, c’e’ una vasta gamma di mammiferi, ucelli, rettili ed insetti che nessuno conosce e dei quali, all'estero, nessuno parla - fatta eccezione per qualche articolo in “cronaca nera”. Per esempio, quanti sanno che le dieci specie di serpenti piu’ velenosi al mondo vivono tutte in Australia?!?! Guardando su una scala piu’ larga: dei 25 serpenti in cima alla classifica di pericolosita’, 21 albergano nel territorio australiano, in particolare nel Queensland. Le cose non migliorano quando si parla di ragni: se pensavate che la citta’ fosse piu’ sicura del “bush”...scordatevelo! Sydney, per esempio, e’ la patria del Funnel Web Spider (Atrax Robustus). Il maschio di questa specie e’ uno dei ragni piu’ velenosi e aggressivi al mondo, capace di uccidere un uomo adulto nel giro di 15 minuti. Il Queensland ospita ragni come il Red Back Spider che, a dispetto della taglia piccola, e’ abbastanza incazzereccio. Anche questo ragno e’ comune nelle zone cittadine e non proprio simpaticissimo: il suo morso causa sofferenze atroci ad un adulto e puo’ causare mortalita’ in un bambino piccolo. Poi ci sono tanti altri ragni, “non aggressivi” (il sito specifica "attacano solo quando forzati”...), ma comunque non proprio piacevoli per taglia ed aspetto. Tra questi l’Huntsman - una bestia della taglia di una tarantola, nero come il tizzo, il quale, non producendo ragnatela, ama piazzarsi sul tuo divano - ed il Golden Orb (foto nel riquadro), bello da vedersi (bella e’ anche la sua ragnatela dorata ed orientata verso il sole) ma non da avercelo permanentemente in sosta sul tuo terrazzo. Di positivo c’e’ che il Golden Orb non ama interagire con gli umani ed in genere sta nel suo spazio-ragnatela (enorme), facendosi gli affari suoi. Attacca solo se si sente minacciato. Ma non e’ velenoso – o almeno dicono. Della serie: il ragno che si fa i ca..i suoi campa cent’anni – postilla: a patto che non ci sia Roberto-terminator (mio padre) in giro!!